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Anno III - n°21 - 14.02.2006 Pagine Nazionali
Clamoroso sondaggio: un italiano su quattro preferisce una malattia cronica piuttosto che dimagrire, fare moto e smettere di fumare. “Accetto il diabete o la pressione alta o l’asma purché non mi si obblighi a fare sacrifici”. Di più le donne, in testa le insegnanti” clicMedicina - redazione@clicmedicina.it Un italiano su quattro, di più le donne, in
maggioranza chi ha un titolo di studio alto, preferisce convivere
per tutta la vita con una malattia cronica, dal diabete
all’ipertensione all’asma piuttosto che sperare in una guarigione
definitiva che richieda una terapia pesante e altrettanto pesanti
sacrifici come calare di peso, smettere di fumare, fare sport e
inseguire disperatamente la carriera. E cioè meglio farmaci ad
oltranza, per tutta l’esistenza che rivoluzionare gli stili di vita
perdendo abitudini a cui si è affezionati. In testa alle malattie
che si accettano purchè non vengano imposti sacrifici c’è il
diabete, poi la pressione alta seguita dall’asma. E’ il risultato di
uno studio presentato al Forum Nazionale di Medicina Interna
presieduto dal professor Ettore Malacco. Lo studio è stato condotto
e illustrato all’ultima giornata del congresso a Villa Erba, a
Cernobbio dal professor Mario Abis, docente alla IULM di Milano e
amministratore dell’istituto di ricerca Makno. L’indagine ha
riguardato mille italiani in tutta Italia. Secondo i dati illustrati
al congresso gli italiani pongono al primo posto la salute per la
quale sono disposti a spendere qualunque somma. Al secondo la
sicurezza ed al terzo l’ambiente. Gli italiani accettano anche
compromessi su sicurezza ed ambiente ma non sulla salute. “Dalla
nostra indagine – dice Abis – emerge un italiano che non vuole
affrontare cambiamenti di stili di vita, assolutamente non accetta
l’idea di fare un sacrificio che comporti un mutamento della
abitudini. Se dal medico ha l’assicurazione che la sua malattia può
essere tenuta sotto controllo, e cioè non peggiora, con una terapia
che richiede l’assunzione di farmaci per tutta vita, accetta questa
situazione. Invece non si fa convincere dal medico che gli propone
per la guarigione terapie pesanti ma soprattutto tanti sacrifici
nella quotidianità.” I dati dell’indagine presentata al congresso
dicono che due donne su cinque in Italia seguono la filosofia della
cronicità piuttosto che del sacrificio. In testa sono le insegnanti.
Per quanto riguarda il titolo di studio il concetto “meglio una
malattia cronica che sacrificio delle abitudini” in testa sono le
persone con un livello di istruzione più alto, uno su tre. “I dati
dell’indagine presentati da Abis – commenta Ettore Malacco che del
Forum è il presidente – dimostra che c’è ancora molto da fare per
convincere gli italiani a adottare stili di vita corretti. Purtroppo
c’è gente che preferisce convivere tutta la vita con l’asma
piuttosto che smettere di fumare. E anche vivere fra cento e
duecento, cioè i limiti della pressione alta piuttosto che
dimagrire. C’è ancora molto da fare e questo è un compito del Forum
che ha avviato un viaggio intorno all’uomo”. Nella giornata
conclusiva del congresso gli esperti si sono soffermati anche su
problemi più angoscianti della società di oggi, e cioè il diabete
che ormai viene definito la malattia del benessere. Cresce il numero
dei diabetici e, il dato non può non preoccupare, aumenta fra i
giovani a dimostrazione di uno stile di vita che segue le mode e non
le giuste regole della salute. Non poteva mancare in un vertice che
a 360 gradi ha spaziato nel mondo della salute, pur nei limiti delle
malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, una riflessione corale
sullo stato della Sanità in Italia e sulle condizioni,è il caso di
dirlo di salute del Sistema Sanitario Nazionale. E’ stato fatto un
grande giro d’orizzonte puntualizzando soprattutto l’attenzione su
un elemento che può essere considerato fuorviante e cioè che la
Sanità deve far guadagnare chi la eroga. In parte è vero ma il
business non è l’elemento precipuo. Una buona prevenzione una
altrettanto buona cura, preceduta da una indovinata diagnosi e
seguita da una razionale riabilitazione fa certamente risparmiare
più di quanto si vuol risparmiare elemosinando i fondi. Il dibattito
al Forum sul SSN non poteva non incentrarsi sul ruolo del territorio
sul quale insiste la struttura ospedaliera che va ridisegnata e
aggiornata con i tempi. Sono progetti nati dall’esperienza dei tanti
medici che hanno preso parte al Forum e che saranno maggiormente
sviluppati durante l’anno. Terminati i lavori gli esperti hanno
preso parte ad una eccezionale iniziativa e cioè il controllo, in
modo gratuito della pressione arteriosa della popolazione di Como e
dintorni. L’iniziativa che ha avuto largo successo è stata promossa
da Comocuore e dal Forum di Medicina Interna. Dopo la misurazione
della pressione gli abitanti di Como hanno preso parte ad una
conferenza dibattito di informazione sulla prevenzione delle
malattie cardiovascolari e cerebrovascolari. Gli esperti erano
coordinati dal professor Ettore Malacco e dal dottor Giovanni
Ferrari presidente di Comocuore. Queste pagine sfruttano standard
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