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Anno III - n°21 - 16.12.2005 Pagine Nazionali
20 milioni di italiani soffrono di ipertensione e 8 su 10 non si curano bene clicMedicina - redazione@clicmedicina.it Sono circa 20 milioni gli italiani ipertesi. Di questi, molti ignorano di dover
fare i conti con la pressione alta, altri dimenticano la 'pasticca', altri
ancora continuano ad esagerare a tavola e a fare poca attività fisica. Tanto
che, ben 8 italiani su 10 non si curano bene mettendo a rischio la salute del
cuore e non solo. A lanciare l'allarme è Maria Grazia Modena, presidente della
Società italiana di Cardiologia (Sic), alla conferenza stampa del 66esimo
congresso della Sic, oggi a Roma. Gli italiani, dunque, dimenticano di tenere 'sotto controllo' l'ipertensione, con conseguenze spesso drammatiche per la salute. ''La mancanza di cure adeguate - spiega infatti l'esperta - si traduce in 226 mila ictus l'anno, 185 mila scompensi cardiaci e 90 mila infarti. Numeri che potrebbero scendere vertiginosamente se solo i pazienti optassero per cure adeguate''. Un esempio? ''I casi di ictus diminuirebbero del 59% - assicura Modena - mentre per l'infarto la riduzione si attesterebbe attorno al 50%''. E le donne, sul fronte ipertensione, sono sicuramente più a rischio, soprattutto con il trascorrere degli anni. ''Ben la metà dopo la menopausa - spiega infatti Modena - ha i valori fuori posto, ovvero superiori a 140/90''. Ma il vero problema, sottolineano gli esperti, sono le conseguenze dell'ipertensione che, come è noto, è un fattore di rischio importante per eventi cardiovascolari quali malattie coronariche, infarto del miocardio, scompenso cardiaco, ictus cerebrale e il danno renale progressivo. ''Queste conseguenze - aggiunge Massimo Volpe, direttore della cattedra di cardiologia dell'università Federico II di Napoli - possono colpire sia gli uomini che le donne, ma in genere per il 'gentil sesso' le conseguenze sono più gravi. Per esempio l'ictus, che sembra essere più frequente nell'uomo, ha un decorso più grave nella donna''. E a rendere il 'gentil sesso' - dopo la menopausa - più a 'rischio ipertensione' sono soprattutto alcuni fattori che accompagnano l'avanzare degli anni. Nelle donne, hanno spiegato gli esperti, soprattutto dopo la menopausa prevalgono obesità, soprappeso e alterazioni del metabolismo glucidico fino al diabete. Non solo. La riduzione degli ormoni sessuali, che hanno un effetto cardioprotettivo, influenza negativamente i fattori di rischio cardiovascolare. Ecco perché è essenziale cercare di prevenire ''le alterazioni associate anche allo stile di vita - conclude Volpe - evitando l'aumento del peso è le conseguenze che esso comporta''. Queste pagine sfruttano standard
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