Anno III - n°21 - 16.12.2005 Pagine Nazionali

   


Scoperti 10 nuovi geni 'elisir di lunga vita' nei lieviti


 clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

Nuovi passi avanti nella 'caccia' ai segreti di Matusalemme. Nella ricerca dei meccanismi molecolari che controllano l'invecchiamento, alcuni biologi dell'Howard Hughes Medical Institute e i loro colleghi dell'universita' di Washington hanno scoperto 10 nuovi geni che regolano la longevita' nei lieviti. Inoltre gli studiosi hanno visto che, riducendo l'apporto calorico, l'invecchiamento di questi organismi monocellulari rallenta. Lo studio di Matt Kaeberlein, Brian Kennedy e Stanley Field e' pubblicato sull'ultimo numero di 'Science'. Si tratta di risultati importanti benche' sui lieviti, sostiene Field, perche' forniscono una spiegazione di un fenomeno osservato in laboratorio: la vita di questi organismi, infatti, si 'allunga' se vengono messi a 'stecchetto'.
Ora i ricercatori sperano di usare il modello messo a punto grazie allo studio, per indagare sui meccanismi legati alla longevita' in organismi superiori, fino ad arrivare all'uomo. Il prossimo step dello studio puntera' a replicare il lavoro sul nematode C. elegans, dopodiche' gli scienziati sperano di passare al topo ed, eventualmente, all'uomo. Un lavoro che si preannuncia lungo, ma che nelle intenzioni dei biologi dovrebbe aiutarli a identificare 'bersagli' da manipolare per alterare il processo di invecchiamento. Geni simili a quelli presenti nei lieviti, dice infatti Fields, possono controllare l'invecchiamento anche in organismi superiori.
E sempre i lieviti sono protagonisti di un eccezionale esperimento pubblicato, questa volta, su 'Cell'. I ricercatori dell'Universita' della California del Sud, diretti dal gerontologo italiano Valter Longo, sono infatti riusciti a ottenere un prolungamento record della vita del microrganismo. 'Cancellando' il gene Sir2 e 'mettendo a dieta' i lieviti, infatti, gli scienziati sono riusciti a prolungare di ben sei volte rispetto alla norma la loro sopravvivenza.
Non solo: secondo Longo anche le ricerche su cellule umane con una ridotta attivita' del Sir2 (un gene ritenuto per anni alleato della longevita') sembra confermare il fatto che il gene abbia un effetto pro-invecchiamento. Longo pensa che il Sir2 - e forse anche la sua controparte nei mammiferi chiamata Sirt1 - possa impedire all'organismo di avviare una modalita' di sopravvivenza estrema, caratterizzata da assenza di riproduzione, migliore riparazione del Dna e aumento della protezione contro il danno cellulare. In genere gli organismi attivano questa opzione in risposta alla privazione di cibo. Non solo, ma i piccoli organismi 'matusalemme' dell'esperimento hanno mostrato anche un'eccezionale resistenza allo stress. Spegnendo il gene sono stati ottenuti, insomma, dei super-lieviti. ''Abbiamo avuto molto successo con organismi semplici'', dice Longo, ammettendo che i mammiferi sono piu' complessi. Ma certo sarebbe una grande impresa secondo lo studioso riuscire a prolungarne la durata di vita. (Mal/Adnkronos Salute)
 





 


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