Anno III - n°21 - 16.12.2005 Pagine Nazionali

   


Farmaci al supermercato: la Coop prepara la raccolta delle firme


Partirà il 7 gennaio la raccolta di firme per il progetto di legge di iniziativa popolare proposto da Coop che prevede la possibilità di vendita nei supermercati, in angoli ben definiti e sotto la supervisione del farmacista, dei farmaci senza obbligo di prescrizione (SOP) e di quelli da automedicazione (OTC, dall’inglese over the counter, sul banco). La proposta di Coop, che associa oltre sei milioni di persone, arriva poco dopo l’accordo siglato dal ministro della Salute e da Federfarma, che raggruppa le quasi diciottomila farmacie italiane. L’accordo prevede che i farmacisti pratichino sconti fino al 20 per cento su farmaci di fascia C e da banco, sconti che devono essere pubblicizzati nei punti vendita e comunicati ogni mese all’Agenzia Italiana del Farmaco, e che propongano sempre i farmaci generici e meno costosi. Un invito che non è un obbligo, ma che è fortemente caldeggiato per rispondere alle pressioni delle associazioni dei consumatori che chiedono a gran voce che Sot e Oct, come accade già in altri paesi europei e negli Usa, escano dalle farmacie. L’obiettivo è ovviamente una riduzione del prezzo di vendita che – secondo Aldo Soldi, presidente dell’ANCC-Coop – può ragionevolmente scendere anche del 30 per cento. “Basta ridurre i margini di guadagno”, ha precisato a Roma, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’iniziativa, “non lo facciamo per beneficienza ma perché siamo sicuri che ci si possa guadagnare come impresa e far guadagnare i consumatori. E’ quello che abbiamo fatto anche con il latte in polvere per neonati e con gli alimenti per celiaci: non solo li abbiamo venduti a prezzi inferiori fino al 40 per cento, ma abbiamo costretto gli altri ad abbassarli”.
Soldi lancia poi un messaggio ai farmacisti. “La nostra proposta non è contro qualcuno”, tiene a precisare, “tanto meno contro i farmacisti. Avremmo potuto anche non prevederli visto che parliamo di farmaci senza obbligo di ricetta che altrove sono venduti liberamente. E invece noi vogliamo che il farmacista ci sia, con i suoi consigli e la sua professionalità. Perché il farmaco non è un prodotto qualsiasi, tanto che abbiamo previsto esplicitamente nella nostra proposta che non si possano fare promozioni di vendita in farmacia”. Il passaggio successivo, ma ancora lontano, così come accade per esempio negli Stati Uniti, è il marchio proprio sul farmaco: per intenderci l’aspirina Coop, che potrebbe costare anche la metà. Ma questa storia è ancora da scrivere.


 





 


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