Anno III - n°21 - 16.12.2005 Pagine Nazionali

   


Droga: “Adesso Basta: I giovani hanno bisogno di Aiuto ”


Linda Marianantoni

Anche se nessuno vuole dirlo e nessuno vuole pronunciare queste parole è ora che qualcuno lo faccia. ”I giovani chiedono aiuto e vogliono essere ascoltati”; è quanto è emerso alla conferenza di Palermo da parte di medici, giornalisti e specialisti del settore. E per “dar corpo al protagonismo dei ragazzi”, il Dott. Giovanni Di Giovanni, ha adottato un metodo nuovo ed originale: far testimoniare il disagio ma anche le speranze attraverso il collegamento radiofonico (Radio-classe noi ci siamo). La novità? I giovani hanno riportato le loro esperienze e gli incontri con i compagni più grandi ma sempre con un unico obiettivo: ricercare sicurezza e dialogo al di fuori delle mura domestiche. Uno altro spaccato della vita reale è arrivato dalla trasmissione “Rai”, condotta dal dott. Dott. Stefano De Martino. Ebbene, anche in questo caso le rivelazioni sono state preoccupanti: i giovani assumono droghe tra le mura domestiche, anche prima di recarsi in discoteca. Inoltre, per non incorrere nelle sanzioni, seguendo insegnamenti dei più “esperti”, bevono negroni o tequila, al fine di mascherare le droghe e risultare positivi solo all’alcol. E a conferma dell’effimera sicurezza che i giovani ricercano nelle droghe, è stato riportato il caso di una ragazza quindicenne che, necessitando attenzione da parte della mamma quarantenne, troppo impegnata nella ricerca di un chirurgo estetico e di un capo firmato, sempre in casa, cerca la felicità con dei mix micidiali, pur di ostentare quella sicurezza che non ha e che la madre erroneamente pensa di conferirle concedendole libertà.
Ma quello che è ancora più sorprendente sono i risultati di una ricerca condotta dal Dott. Giuseppe La Pera con l’agenzia di ricerche M.P.R ( vvv.mpr-marketing.com ) di Roma, e che ha interessato un campione 600 giovani fra i 18 e i 25 anni, davanti allo stadio. Il 57% fa uso di droghe e il dato più preoccupante è che l’87% ne fa uso prima di entrare allo stadio.
Come a voler significare che “prima mi impasticco e poi faccio il matto”. Ma se così fosse perché, quando si fermano questi violenti, oltre al fermo e all’interrogatorio non si provvede ad effettuare un test che possa svelare anche la presenza di sostanza proibite ? D’altra parte non si spiega diversamente. Molti dei gesti assurdi e sconsiderati compiuti allo stadio, non trovano una spiegazione razionale e possono essere effettuati solo dopo l’assunzione di droghe e/o di alcol, che annullano la ragione.
Altro dato emerso dalla ricerca MPR è che l’utilizzo di sostanze, in un certo numero di casi, è preceduto da un disagio sessuale; il dato è affiorato dall’analisi di domande poste con il questionario IIEF sulla disfunzione erettile e sull’eiaculazione precoce, come da definizione DSM.IV. E’ stato poi chiesto ai ragazzi, sempre nel corso della ricerca dell’agenzia MPR, con chi hanno parlato la prima volta dei loro disagi sessuali e il risultato è stato che il 40% non ne ha parlato con nessuno, il 25% con un amico e solo il 25% con persone di famiglia o insegnanti. Anche in questo caso è emerso che i giovani avrebbero voluto avere informazioni e aiuto dal padre, da un medico o da insegnanti. In conclusione, i giovani sono spesso soli, “abbandonati” forse da quei genitori troppo impegnati socialmente e poco attenti ai veri bisogni della famiglia.
Da parte loro i giovani si sentono abbandonati e in balia di “pusher-scaltri uomini d’affari” che , in cambio di pochi euro, offrono la soluzione alla loro paura e consentono di affrontare il mondo …anche se con un vuoto incolmabile.
 

 





 


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