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Anno III - n°21 - 19.01.2006 Pagine Nazionali
Colesterolo: lower is better Silvia Robiglio - silviarobiglio@clicmedicina.it
Roma - "Abbasso il colesterolo", questo lo slogan del I Congresso Nazionale della Società Italiana di Terapia
Clinica e Sperimentale che si apre oggi a Napoli. Slogan che vuole farsi veicolo
d’informazione e sensiblizzazione e che vuole tracciare le lineee guida per
l’Italia per affrontare un nemico spesso sconosciuto o sottovalutato dagli
italiani: il colesterolo. La Consesus Conference, che ha visto riuniti i massimi esperti italiani, ha come parola d’ordine “lower is better”, più basso è meglio è, ma che livelli sono quelli su cui occorre aggirarsi per non correre rischi? E quali sono i rischi portati dal colesterolo? Tante domande, ma prima tra tutte una “Cos’è il colesterolo?” sono state poste
nel sondaggio coordinato da Renato Mannheimer, Responsabile scientifico
dell’Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione, che ci spiega. “L’indagine
ha riguardato 3984 italiani, ampio campione che ha permesso una successiva
disgregazione regionale”. Grazie al sondaggio è stata scatta un’attenta
fotografia dell’Italia, che combacia bene coi dati ISS. Alla prima domanda “Lei sa cosa è il colesterolo?”. Il 63 per cento degli intervistati ha detto di non averne conoscenza o ha rivelato idee confuse. “E’ emersa una scarsa informazione soprattutto fino ai trent’anni. Solo il 37% ha dato la risposta esatta, una percentuale molto bassa in quanto si tratta comunque della nostra salute”, commenta Mannheimer. Tra chi ha risposto esatto la maggior parte erano laureati, ma solo uno su due laureati sapeva la risposta esatta. Il 46% degli intervistati non sa che il colesterolo costituisce rischio per il cuore e tra quelli che lo sanno il 26% ha dichiarato di non utilizzare farmaci. La maggior parte invece ha dichiarato di fare una dieta. Ma che tipo di dieta? “In generale emerge un idea vaga di essa”, continua Mannheimer , “Una dieta fornita dal medico generico, e comunque liberamente interpreta”. “Insomma oltre ad una scarsa conoscenza del colesterolo e dei rischi ad esso associati anche tra chi lo conosce solo un quinto fa uso di farmaci”, conclude Mannheimer, “ecco spiegati dati ISS così allarmanti”. Necessaria pertanto l’informazione, attraverso i media soprattutto, per
diffondere l’obiettivo della Consesus Conference. “Tre sono state le conclusioni
della Consesus Conference”, spiega Alberico Luigi Catapano, Ordinario di
Farmacologia Università degli Studi di Milano e Presidente della SITeCS, “Che la
riduzione del colesterolo deve esserepiu’ aggressiva quanto maggiori sono i
rischi cardiovascolari, che il beneficio che si ottiene è indipendente dal punto
di partenza, cioè è lineare, fino a un livello di LDL sotto i 60; infine che il
beneficio è indipendente dalla metodologia utilizzata, quindi è lo stesso che si
segua una dieta o una terapia farmacologia.”Per arrivare all’obiettivo occorre però lavorare molto su diversi fattori, primi tra tutti gli stili di vita. “Gli stili di vita sono ben noti a tutti e vanno dal controllo della pressione
arteriosa e del diabete, all’attività fisica, all’abolizione del fumo”, spiega
Intervista a Massimo Chiariello, Ordinario di Cardiologia
all’Università “Federico II” di Napoli. “Una particolare attenzione al controllo
del colesterolo. Molta saggezza a tavola, limitando i grassi animali, i derivati
del latte. Mi vorrei soffermare su un aspetto molto importante ed è quello
dell’attività fisica che non deve essere strenua, ma costante. Basterebbero 45
minuti al giorno camminando allegramente, anche tre volte a settimana, per avere
risultati significativi. Molto efficace è il nuoto ma pure il ciclismo, sempre
senza esagerare. Un paio di consigli spiccioli. Lasciate la macchina distante
dal luogo di lavoro e fate la strada a piedi. E poi, se non volete proprio fare
le scale in salita, fatele almeno in discesa. Quando con gli stili di vita non
si riesce, allora si deve ricorrere al farmaco. Esiste una serie di molecole
(statine) che, con un’ottima efficacia, permettono di abbassare il colesterolo.
In alcuni casi, però, questo può non essere sufficiente e, in analogia con
quanto avviene nel campo dell’ipertensione, è opportuno affiancare farmaci con
differenti meccanismi di azione. A questo proposito si è resa disponibile una
molecola (ezetimibe), scoperta da un’équipe di cui ha fatto parte
l’italo-americano Enrico Veltri, che inibisce l’assorbimento intestinale del
colesterolo. Questo farmaco si presta ad essere correttamente associato ad una
statina.” Ezetimibe è stato trovato dall’equipe guidata dall’italo americano Enrico “Rick”
Veltri, Vice Presidente Sviluppo Clinico Area Cardiovascolare e Metabolica
Istituto di Ricerca Schering-Plough. E’ stato un caso di sendipità, perché
mentre cercavano una cosa ne hanno trovata un’altra riuscendo a fare una
scoperta innovativa. “Il colesterolo LDL è un killer silenzioso”, ammonisce
Veltri, “Dapprima svolge il ruolo di substrato per la progressione del core
lipidico della placca aterosclerotica, poi agisce sinergicamente con un processo
infiammatorio che funge da trigger per la rottura della placca aterosclerotica,
producendo in cascata l’adesione, attivazione e aggregazione piastrinica, che
producano la trombosi, da cui l’aterotrombosi. Al termine di questa cascata si
verifica l’evento clinico (ictus cerebrale, infarto miocardico o morte cardiaca
improvvisa). Ecco perché l’aterotrombosi è oggi la principale causa di morte nei
Paesi più sviluppati”.Ma che livelli bisogna mantenere per essere tranquilli? In Italia c’è il limite dei 190/200 ma purtroppo metà degli italiani viaggiano oltre i 200. Sono sopratutto donne perchè sono loro a correre maggiori rischi cardiovascolari, a causa soprattutto degli scorretti stili di vita, del fumo o della minore attività fisica, dopo la menopausa inoltre accumulano piu’ grassi. Attenzione quindi agli stili di vita, informatevi ma soprattutto ricordate: “lower is better”. Queste pagine sfruttano standard
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