Anno III - n°21 - 14.02.2006 Pagine Nazionali

   


Influenza aviaria: esperti - per Italia non cambia nulla, pandemia lontana


No alla psicosi aviaria. 'Sulle ali' dei cigni selvatici il virus dell'influenza dei polli e' sbarcato in Italia. Ma, parola di esperti, per la salute dei cittadini ''nulla e' cambiato. La pandemia e' probabile, ma lontana anni luce'', hanno assicurato gli specialisti riuniti oggi a Milano per il convegno 'Influenza aviaria: prevenire prima di curare', organizzato da Regione Lombardia, ospedale Sacco e universita' degli Studi del capoluogo lombardo.
La strada per arrivare all'epidemia globale e' solo '''all'inizio dell'inizio' e preoccuparsi adesso non ha senso. Portate al parco i vostri bambini, mangiate uova e carne di pollo, e non abbiate paura di piccioni o canarini'', e' la raccomandazione dei medici. Convinti che l'H5N1 sia ''un nemico meno cattivo di quanto si immagini'' e che ''le stime di mortalita' nell'uomo, sulla base dei dati provenienti dal Sud-Est asiatico, saranno 'corretti' al ribasso in tempi brevissimi''. L'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms) parla di ''88 morti su 166 casi clinici dichiarati, con una mortalita' pari a circa il 50%'', ha ricordato Maria Rita Gismondo, a capo del Laboratorio di Microbiologia del Sacco. Ma ''i casi reali di infezione sono sicuramente molti di piu', probabilmente varie migliaia: persone che non hanno avuto una malattia evidente, ma che hanno ugualmente contratto il virus.
''L'ipotesi, quindi, e' che nell'uomo l'H5N1 non sia cosi' aggressivo e che i dati di mortalita' vadano rivisti''. E anche nel caso in cui il virus muti e la pandemia scoppi, ''l'Italia e' pronta'': un vaccino di massa potra' essere prodotto in sei mesi, hanno confermato gli esperti. Quanto alla Lombardia, ''la gestione dell'eventuale emergenza e' gia' stata scritta dalla Regione''. A Milano, infine, ''i test permettono una diagnosi in 2-3 ore e il 'super-bunker' per i malati e' gia' allestito al Sacco''.
Se e' vero che l'arrivo di una pandemia influenzale e' ''una probabilita' statistica suggeritaci dalla storia'', hanno ribadito Fabrizio Pregliasco dell'Istituto di virologia della Statale di Milano e il direttore della Clinica di Malattie respiratorie dell'ateneo, Luigi Allegra, ''personalmente - ha affermato Maria Rosa Gismondo - penso che non abbiamo assolutamente da temere una grande pandemia''. Niente di nemmeno lontanamente paragonabile alla Spagnola del 1918, perche' ''il mondo del 2006 non e' quello di allora. La popolazione mondiale e' diversa - ha sottolineato - e' piu' preparata e non esce da una grande guerra. Oggi abbiamo farmaci e tecnologie. E sinceramente non penso che possa davvero avverarsi una pandemia'', ha concluso.
''Non dovranno essere febbre e tosse a preoccuparci - ha avvertito Allegra - Le vittime dell'H5N1 sono morte con sintomi polmonari devastanti, soffocati da una mancanza di ossigeno spesso complicata da terribili emorragie. Ma tutto cio' e' molto lontano da noi, che viviamo in condizioni igienico-sanitarie totalmente diverse. E possiamo contare su strategie ad hoc''. Insomma, ''se ci sara' una pandemia l'Italia si difendera' meglio degli altri Paesi'', ha assicurato lo pneumologo. Il sistema nazionale di gestione del rischio riscuote anche i consensi del virologo. ''La nostra risposta e' stata adeguata'', ha commentato Pregliasco.
''La cautela del ministero della Salute, che ha voluto verificare la presenza dell'H5N1 nei cigni trovati morti nel Sud ricorrendo a un 'controllo incrociato' da parte di centri di riferimento internazionali e' stata giusta'', ha detto. ''Tecnicamente risultati preliminari sono possibili in 3-4 ore'', ha aggiunto. Ma ''non vanno diffusi allarmismi inutili, come e' stato nei mesi scorsi. Ed e' essenziale evitare una psicosi 'modello antrace' e segnalare alle autorita' soltanto i sospetti concreti''. (Opa/Adnkronos Salute)


 





 


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