Anno III - n°21 - 16.12.2005 Pagine Nazionali

   


La SINeG lancia le nuove Linee Guida italiane per il trattamento della malattia di Alzheimer e delle altre demenze


Nel corso del XV Convegno Nazionale della Società Italiana di Neurogeriatria (SINeG), in programma a Roma dal 15 al 17 dicembre, 250 specialisti faranno il punto sulla malattia di Alzheimer e sulle demenze che costituiscono uno dei maggiori problemi sanitari per le società dei paesi sviluppati, sia per la loro larga diffusione sia per la difficile gestione dei malati.

Dagli ultimi dati disponibili si stima infatti che nel mondo siano circa 25 milioni le persone colpite da queste tipologie di malattie e che ogni anno 5 milioni di individui sviluppino sintomi compatibili con la demenza. In Italia ci sono circa 800 mila persone affette da demenza ed il 6.4% della popolazione ultrasessantacinquenne ne è affetto, con circa 150.000 nuovi casi ogni anno.

Tra le regioni più colpite spiccano per il Nord Italia la Liguria, la regione con il più alto indice di vecchiaia d’Italia (Istat 2001: 231,64 a fronte della media italiana di 131,38) per il Centro Italia il Lazio, in cui gli ultimi dati hanno evidenziato circa 80.000 persone colpite da queste patologie, mentre generalmente migliore si presenta la situazione nelle regioni del Sud.

La demenza e la malattia di Alzheimer sono caratterizzate dalla perdita progressiva delle facoltà intellettive della persona. Il decorso della patologia è contrassegnato all’inizio da deficit di memoria, difficoltà di linguaggio (sia nella parola che nella comprensione), poi difficoltà nell’esercitare funzioni motorie semplici (mangiare, vestirsi) e spesso anche disturbi comportamentali. Come è evidente il carico assistenziale, che grava per lo più sulle famiglie, è estremamente elevato ed i parenti sono spesso costretti ad affrontare il lento scomparire della persona cara, riportandone uno stress fisico ed emotivo considerevole. Dal punto di vista economico i costi per la famiglia sono altissimi e sono valutati in circa 20.000 Euro l’anno tra perdita della produttività e spese di assistenza.

Il Prof. Carlo Caltagirone, Presidente SINeG ed Ordinario di Neurologia dell’Università Tor Vergata di Roma, ha affermato che “Le Linee Guida rappresentano un successo della ricerca italiana, che ha analizzato accuratamente tutte le pubblicazioni aderenti al concetto della Medicina Basata sull’Evidenza, e sono proposte alla luce delle considerazioni e delle richieste che provengono dal mondo reale”.

Le Linee Guida, che saranno presentate nel corso del XV Convegno Nazionale SINeG, derivano dal contributo di esperti italiani appartenenti a varie associazioni dedicate allo studio di questi problemi, e sono state giudicate da Jeffrey Cummings, responsabile del Centro per la Malattia di Alzheimer dell' Università di Los Angeles in California ed uno dei massimi esperti mondiali di malattia di Alzheimer, una traccia che sarà certamente seguita anche in altri paesi.

Le Linee Guida sono state pensate per essere di aiuto a tutti i soggetti direttamente coinvolti con la malattia ed in sintesi prevedono di:

- Delineare il corretto uso dei nuovi farmaci per la memoria e per il controllo dei disturbi comportamentali (agitazione, aggressività, insonnia, delirio), che tante volte costringono le famiglie ad istituzionalizzare i loro cari.

- Fornire una accurata analisi dei trattamenti non farmacologici, in particolare di quelli orientati alla riabilitazione della memoria che vengono messi in atto in molti centri italiani dedicati alla cura di questa devastante malattia.

- Tracciare le procedure diagnostiche e l’eventuale trattamento delle forme pre-cliniche di demenza (oggi definito “Mild Cognitive Impairment"), che rappresenta una condizione che precede lo sviluppo conclamato di malattia di Alzheimer. La corretta identificazione di queste forme è l’unico modo per pensare di poter mettere in atto una neuroprotezione.

Nel corso del XV Convegno SINeG verranno inoltre affrontate tematiche spinose quali, ad esempio, le terapie farmacologiche: in particolare, l’intervento del Prof. Luigi Bisanti, Direttore del Servizio di Epidemiologia dell’ASL Città di Milano, cercherà di far luce sulla somministrazione di farmaci antipsicotici atipici.

Nell’aprile del 2005 sia la FDA (Food and Drug Administration) che la EMEA (European Agency for the Evaluation of Medicinal Products) hanno avvisato gli operatori sanitari sul rischio di incremento di mortalità negli anziani trattati con i nuovi farmaci antipsicotici definiti atipici, potenti molecole che permettono un buon controllo dei sintomi comportamentali dei pazienti con demenza senza causare quegli effetti collaterali quali eccessiva sedazione o parkinsonismo che invece caratterizzano i vecchi farmaci antipsicotici.

Gli antipsicotici atipici hanno permesso di continuare a gestire domiciliarmente pazienti con disturbi comportamentali, evitandone la istituzionalizzazione. Questo “warning” ha portato a molti problemi gestionali per i medici, per i familiari e per i pazienti stessi, allarmati da queste comunicazioni.

Il Prof. Bisanti, adoperando una innovativa metodica statistica di incrocio tra il registro delle prescrizioni di tali farmaci ed i dati di mortalità, giungerà invece a conclusioni del tutto opposte, dimostrando che il trattamento con antipsicotici atipici non comporta rischi aggiuntivi rispetto a quello con neurolettici tipici.


 





 


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