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Anno III - n°20 - 11.10.2005 Pagine Nazionali
La Rubrica Aldo Franco de Rose -
aldofrancoderose@clicmedicina.it
A
testa in giù perché è più facile vomitare, a testa in giù per non riuscire a
guardare in faccia la realtà , a testa in giù per non riuscire a guardare gli
altri che mentono, a testa in giù perché forse c’è la consapevolezza e il
rammarico di non sapere o non volere reagire. E a rendere tutto più difficile un
mondo di ipocrisia e di falsità che forse sa ma non vuole ammettere, che
sicuramente immagina ma preferisce nascondersi. I teatranti della
commedia-tragedia umana sono costantemente gli stessi : l’attrice principale, il
cibo e l’immagine distorta del propria corpo. E’ una lotta continua, un tormento
costante che incomincia da subito, sin dall’età delle superiori e forse anche
prima, indossando i panni di una ragazza capricciosa. Una ragazza che soffre
dell’immagine di sé, del rapporto con la sorella, del provincialismo dove è
costretta a vivere e forse anche dell’ambiente familiare…il rapporto della mamma
con il cibo…”si aspettavano le domeniche per andare a mangiare dai nonni”…Il
matrimonio prima e gli amori poi non aiutano la protagonista a vincere il
rapporto travagliato con se stessa e il cibo…si mangia e si vomita, anzi ci si
abbuffa: lo stomaco sembra esplodere e poi …finalmente si la liberazione…dove
non importa. Il luogo più ambito è il bagno, il gabinetto per la precisione…la
testa al suo interno per incominciare il rituale...ma nessun posto viene
risparmiato...neanche il motoscafo lanciato a forte velocità. E sempre per la
paura di essere visti, scoperti. Oggi,
grazie ad una forza di volontà ammirevole e alle numerose ed estenuanti terapie
svolte in Italia e all’estero l’autrice si è tolta definitivamente i panni della
commediante bulimica ed è guarita. Questa sua testimonianza speriamo possa
servire a dare forza e coraggio a tutte quelle che soffrono in silenzio. Anzi
Renata Perretti da oggi inizierà una collaborazione con il nostro giornale in
modo che tutti quelli che lo desiderano possono scriverLe liberamente e chiedere
consigli. Diario tagliente di una donna uscita a fatica dalla bulimia che
nonostante la malattia non manca di autoironia e ci racconta gli innumerevoli
tentativi per guarire nel corso di 15 anni di peregrinazioni tra l’Italia e gli
Stati Uniti. Queste pagine sfruttano standard
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