Anno III - n°20 - 11.10.2005 Pagine Nazionali

   


Una risata vi guarirà, elogio dell'umorismo


di David Meghnagi * - Salute Repubblica

Stili difensivi Quando l'Io sfida la sofferenza e non si rassegna


Scrive Freud: "L'umorismo ha non solo un che di liberatorio, come il motto di spirito e la comicità, ma anche un che di grandioso e nobilitante: e questi tratti non sono rintracciabili negli altri due modi (...) La grandiosità risiede nell'affermazione vittoriosa dell'invulnerabilità dell'Io. L'Io rifiuta di lasciarsi affliggere dalle ragioni della realtà, di lasciarsi costringere alla sofferenza (...) L'umorismo non è rassegnato, anzi esprime un sentimento di sfida, e costituisce non solo il trionfo dell'Io ma anche quello del principio di piacere, che riesce in questo caso ad affermarsi a dispetto delle reali avversità". All'origine del motto Freud aveva postulato un pensiero preconscio abbandonato per un momento all'elaborazione inconscia; l'arguzia sarebbe quindi il contributo che l'inconscio fornisce alla comicità. Analogamente l'umorismo sarebbe il contributo alla comicità dovuto all'intervento del Super-Io. Fuori da questo ambito, afferma Freud il Super-io è un padrone rigoroso ed è anche questo uno dei motivi per cui il piacere umoristico non raggiunge mai l'intensità del piacere nato dalla comicità o dal motto di spirito. Lo scherzo generato dall'umorismo "non è neppure la cosa essenziale, non ha che il valore di un assaggio. La cosa principale è l'intenzione a cui l'umorismo serve (...)". Il brano scritto nel 1927 è un invito a riconsiderare la problematica del Super-Io e dei meccanismi che l'Io mette in gioco per affrontare e gestire le situazioni più angosciose. Un contributo per un approccio integrato che tenga conto della dimensione psicologica anche nei reparti ospedalieri.
Sulla scia di queste osservazioni e sulla base degli studi sui meccanismi di difesa dell'Io, Fenichel e A. Winterstein hanno legato il fenomeno dell'umorismo al superamento di episodi di tipo maniaco depressivo. Il Manuale dei Disturbi Mentali (Dsm IV- Tr) pone l'umorismo, tra gli "stili difensivi" che concorrono ad affrontare "in modo ottimale la gestione dei fattori stressanti".
Il piacere ricavato della parola e dall'assurdo è giocato su un'area a metà tra il linguaggio della veglia e il linguaggio del sogno e deriva da una doppia confusione, risultato momentaneo di un'unificazione degli opposti e di un loro superamento, superamento della scissione che esiste nel pensiero, negli affetti e nella realtà. Un nuovo motto, scrive Freud "è quasi un avvenimento di interesse generale e passa da una bocca all'altra come la notizia della più recente vittoria". Il riso per il motto, rimanda alla nascita imprevedibile di Isacco, che significa appunto risata, da Sara sterile. Poiché Sara ha riso (zahaqà) ascoltando la voce dell'angelo, il figlio si chiamo Isacco.
Nella mente esiste una possibilità di sostituire la logica del processo primario con quello terziario, la sterilità con la fecondità, l'invidia con la creatività. Al vittimismo e all'odio l'umorismo più riuscito contrappone una logica terza. Al pari dell'arte, l'umorismo offre una via di uscita alle tensioni della vita e contribuisce a potenziare le risposte immunitarie dell'organismo, al punto che i medici più sensibili lo hanno introdotto accanto alla comicità e al motto di spirito, nella prassi terapeutica dei loro reparti. Ridere aiuta a guarire prima.


* Prof. Psicologia clinica Roma 3, membro Ipa
(Società psicoanalitica)
 






 


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