Recentemente è un susseguirsi di allarmi da
parte degli enti di controllo dei farmaci, sia in Europa come negli Stati Uniti,
sugli effetti collaterali degli antidepressivi o “pillole della felicità”. In
Gran Bretagna la questione ha avuto una forte eco, molti medici hanno messo in
discussione l'efficacia tout court degli psicofarmaci (non solo nei confronti
dei giovanissimi), portando le prove del fallimento farmacologico nella cura del
disagio psichico.
Sono per primi i medici a sollevare il problema della sicurezza di farmaci
psicotropi e dei loro effetti collaterali, diversi studi, di varia provenienza,
hanno dimostrato che il loro uso aumenta i gesti autolesionistici, ideazioni
suicidarie e tentati suicidi. L'avvertenza aveva dapprima riguardato solo i
farmaci più recenti, i cosiddetti SSRI e SNRI ma poi è stato esteso a tutti gli
antidepressivi, visto che per nessun farmaco, secondo l'ente regolatore
statunitense, si poteva escludere la possibilità di questo effetto, per non
parlare di tutti gli altri effetti collaterali che vengono segnalati ormai quasi
quotidianamente sulle riviste scientifiche, su donne incinte e anziani.
Le pubblicazioni di questi studi, i numerosi
avvisi e l'obbligo di segnalare nelle confezioni, con grande evidenza (il
cosiddetto black box warning) il possibile aumento del rischio di suicidio nei
giovanissimi, hanno causato negli Stati Uniti, un crollo delle prescrizioni di
antidepressivi a bambini e adolescenti, secondo i dati disponibili, nel primo
trimestre 2004 il numero di prescrizioni è sceso del 23% rispetto all'ultimo
trimestre del 2003. Sono cifre significative, se si pensa che a partire dal 2000
si era avuto un aumento del 77%. A 17 milioni di studenti nel mondo sono stati
diagnosticati “disturbi mentali” e i trattamenti prescritti sono stimolanti
simili alla cocaina o potenti antidepressivi.
La scientificità delle attività psichiatriche è
messa in discussione dagli stessi risultati, che a quanto pare non sono
paragonabili alla propaganda psichiatrica.
Va ricordato che le
diagnosi per disturbi mentali derivano dal Dsm (Manuale Diagnostico e Statistico
dei Disturbi Mentali), un manuale la cui creazione è criticata dagli stessi
psichiatri per la scientificità su cui è basato, Ron Leifer, psichiatra di New
York ha detto in merito ad esso: “Un’arrogante trappola…Pretendere che sia una
testimonianza scientifica è un danno per la cultura…”.
Ovviamente, le persone
possono incontrare e, a volte incontrano veramente delle difficoltà a livello
mentale e hanno bisogno di aiuto, tuttavia i professori Herb Kutchins e Stuart
A. Kirk, autori del libro Making Us Crazy dichiararono che: “In genere il
pubblico può ricavare da un manuale diagnostico psichiatrico una rassicurazione
fittizia del fatto che le difficoltà e i turbamenti della vita e del vivere
possano essere spiegati con un’etichetta psichiatrica e risolti con una pillola.
Certamente, ci sono un sacco di problemi e una miriade di cose particolari con
cui lottiamo ogni giorno….per risolverle. Ma la vita potrebbe essere diversa? La
bibbia psichiatrica ci ha classificato come pazzi, la verità è che siamo
semplicemente “umani”.
Chiunque ritiene di aver subito danni causati
da trattamenti psichiatrici può mettersi in contatto con il Comitato dei
Cittadini per i Diritti Umani tel 0236510685