Anno III - n°20 - 28.11.2005 Pagine Nazionali

   


A proposito di Misoprostolo.


 clicMedicina - redazione@clicmedicina.it

Solo qualche giorno addietro la stampa genovese amplificava un allarme lanciato dal consultorio della ASL 3 genovese con questo titolo:
“LE EXTRACOMUNITARIE SI PROVOCANO L'ABORTO CON L'ANTIULCERA COMPRATO IN FARMACIA “ . Veniva riportata quindi una dichiarazione di Angiola Grondona, dirigente del nucleo operativo tutela della maternità e della procreazione e dirigente del consultori della Asl 3, la quale dichiarava che « Si imbottiscono (le extracomunitarie) di misoprostol e spesso arrivano in ospedale con emorragie devastanti. Qualcuna rischia davvero di morire”.
In più il giornale scriveva giustamente che il farmaco serve per la prevenzione delle ulcere gastroduodenali(giustamente). Ma sono le controindicazioni quelle che interessano le donne extracomunitarie che vivono nell'ombra della clandestinità o che, anche se legamente in Italia, non hanno ancora sufficiente confidenza con il sistema sanitario. Forse non la leggono neppure quella frase che recita: «Il suo uso in gravidanza può comportare gravi danni per il feto, complicare la gravidanza o causarne l'interruzione». A loro basta il passaparola, il tam-tam.
Tutto vero e riteniamo giustificato anche l’allarme. Ma le extracomunitarie sembrano avere avuto molto intuito o,  per lo meno, la scienza sembra avergli dato ragione. Infatti il Misoprostolo (Cytotec) è stato sperimentato proprio per l’ interruzione della gravidanza. E la fonte è il New Engl J Med.
Ad eseguire la ricerca sono stati alcuni ricercatori del National Institute of Child Health and Human Development (NICHHD) che hanno valutato l’efficacia, le sicurezza e l’accettabilità del trattamento con Misoprostolo su un’ampia casistica. Di 652 donne che dovevano essere sottoposte ad interruzione della gravidanza al primo trimestre (gravidanza anembrionica, decesso embrionale o fetale, o aborto spontaneo incompleto o inevitabile) un gruppo è stata trattata con 800microg di Misoprostolo per via vaginale , mentre un altro è stato sottoposto ad aspirazione (trattamento standard) in un rapporto 3:1.
Il gruppo in trattamento con Misoprostolo ha ricevuto il trattamento al giorno 1, una seconda dose al giorno 3 qualora l’espulsione fosse stata incompleta, ed un’aspirazione al giorno 8 nel caso ancora di incompleta espulsione. Il trattamento chirurgico (per il gruppo Misoprostolo) o l’aspirazione ripetuta (per il gruppo aspirazione) nei 30 giorni successivi al trattamento iniziale costituivano il fallimento del trattamento.
Delle 491 donne assegnate al trattamento con Misoprostolo, il 71% ha avuto un’espulsione completa in 3 giorni e l’84% in 8 giorni.
Il trattamento è fallito nel 16% delle pazienti del gruppo Misoprostolo e nel 3% delle pazienti del gruppo intervento chirurgico ( differenza assoluta, 12% ) entro il 30° giorno.
Gli episodi emorragici o le endometriti che hanno richiesto ricovero ospedaliero sono risultati rari (1% o meno in ciascun gruppo), con nessuna significativa differenza tra i gruppi.
Nel gruppo Misoprostolo, il 78% delle donne ha dichiarato di voler ancora utilizzare il Misoprostolo qualora ce ne fosse stato bisogno, e l’83% ha dichiarato che lo raccomanderebbe ad altre donne.
Gli autori hanno concluso che il trattamento dell’interruzione precoce della gravidanza con 800microg di Misoprostolo per via vaginale è un approccio sicuro ed accettabile, con una percentuale di successo di circa l’84%.
 





 


Queste pagine sfruttano standard di programmazione avanzata , sebbene i contenuti sono visibili con tutti i browser, una grafica più piacevole è ottenibile con un browser attuale. Se leggete questo messaggio, avete salvato la pagina sul Vs. disco, oppure siete in Internet con un browser non attuale. Se lo desiderate potete scaricare gratuitamente un browser standard attuale adatto alla Vs. piattaforma dal sito http://webstandards.org/act/campaign/buc/

Stampa ottimizzata con standard avanzati