Anno III - n°20 - 11.10.2005 Pagine Nazionali

   


Le donne italiane in cifre ruolo.


Più degli uomini. Su 58.462.375 residenti in Italia ben 30.085.571 sono donne. Sono di più e vivono più a lungo. Le donne in Italia vivono mediamente 82.9 anni contro i 77 anni degli uomini. L’Italia è un Paese che tinge sempre più di rosa.
Primo rapporto, l’età sale. Aborto, l’età scende. In media il primo rapporto sessuale avviene intorno ai 17-18 anni. L’età della “prima volta” tende a salire. Non c’è un ritorno alla verginità quanto piuttosto si tende a dare più valore alla “prima volta” e al sesso. Ma non mancano i primi rapporti sessuali a 13 anni. La “prima volta” nella maggior parte dei casi avviene in estate, in vacanza. E senza metodi contraccettivi. E così, mentre le interruzioni volontarie di gravidanza in Italia sono in calo, lo stesso non si può dire per la fascia d’età delle ragazze con meno di 20 anni. Nella gran parte dei casi si tratta di ragazze extracomunitarie ma una porzione significativa quelle delle italiane.
Che fatica “spiccare il volo”. Ci si sposa più tardi, si fa un figlio più tardi. Dall’inizio degli anni ’90 ad oggi la percentuale di trentenni che ancora vive con mamma e papà è passata dal 12 al 19 per cento. Carriera sì ma solo quando non c’è la famiglia: le single intorno ai 40 anni presentano i tassi di occupazione femminile più alti, seguite dalle donne che vivono in coppia ma non hanno figli ed infine in quelle che sono anche mamme. E più figli ci sono e meno la donna lavora. Almeno fuori casa.
Mamme sempre più tardi. La cicogna arriva dopo le trenta candeline. Quando le loro mamme avevano il secondo o terzo figlio. Ma la voglia di un figlio non cala, anzi. C’è una lieve e timida ripresa nelle donne italiane a fare figli. Magari a dare un fratello al primogenito. L’aumento della fecondità osservato dalle statistiche riguarda proprio le donne tra 30 e 40 anni. Così il 2004 ha fatto registrare il livello di fecondità più alto degli ultimi 15 anni: 1.33 figli per donna.
Sempre più cicogne. E non solo straniere. L’incremento delle nascite in Italia, particolarmente accentuato nel 2004, parla straniero. Questo ormai è cosa nota. Il tasso di natalità in Italia è del 9.7 per mille abitanti. Ma – e questa è una novità- i ginecologi stanno notando una lenta e timida ripresa della voglia di fare figli delle donne italiane. Forse non ancora registrata dalle statistiche ma sicuramente in atto.
Parto cesareo. In Italia nel 2003 su 100 parti oltre 35 sono avvenuti con taglio cesareo. Il 55 per cento dei cesarei avviene nelle case di cura accreditate. L’OMS raccomanda l’uso del cesareo nel 10-15 per cento dei parti. Ed ecco la novità emersa dall’indagine tra i ginecologi: sono le donne a chiedere il cesareo. Per non soffrire, per programmare l’evento, per non correre rischi durante il travaglio.
Un figlio a ogni costo. Nel 2003 ogni 100 gravidanze, 1.6 è stata resa possibile grazie alla fecondazione assistita.
Metodi contraccettivi. Dopo la pillola il metodo più diffuso è il preservativo, seguono il coito interrotto e altri sistemi come la spirale, il diaframma e altri metodi naturali. Su 100 donne 47 non evitano le gravidanze: il 21 per cento non usa contraccettivi e il 26 per cento ha smesso di usarli.
Calano le interruzioni volontarie di gravidanza. Ma non per le under 20. C’è stato un calo dell’1 per cento rispetto al 2002 e del 43.4 rispetto al 1982. Le donne straniere hanno avuto un tasso di IVG maggiore di circa tre volte rispetto alle donne italiane. Dal 1995 si può registrare un leggero aumento dei tassi di abortività per le ragazze con meno di 20 anni.

Le fonti delle cifre: CEDAP, ISTAT, OSSERVASALUTE, MINISTERO DELLA SALUTE, SIGO
 






 


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