Più degli uomini. Su 58.462.375 residenti in Italia ben 30.085.571 sono
donne. Sono di più e vivono più a lungo. Le donne in Italia vivono mediamente
82.9 anni contro i 77 anni degli uomini. L’Italia è un Paese che tinge sempre
più di rosa.
Primo rapporto, l’età sale. Aborto, l’età scende. In media il primo
rapporto sessuale avviene intorno ai 17-18 anni. L’età della “prima volta” tende
a salire. Non c’è un ritorno alla verginità quanto piuttosto si tende a dare più
valore alla “prima volta” e al sesso. Ma non mancano i primi rapporti sessuali a
13 anni. La “prima volta” nella maggior parte dei casi avviene in estate, in
vacanza. E senza metodi contraccettivi. E così, mentre le interruzioni
volontarie di gravidanza in Italia sono in calo, lo stesso non si può dire per
la fascia d’età delle ragazze con meno di 20 anni. Nella gran parte dei casi si
tratta di ragazze extracomunitarie ma una porzione significativa quelle delle
italiane.
Che fatica “spiccare il volo”. Ci si sposa più tardi, si fa un figlio più
tardi. Dall’inizio degli anni ’90 ad oggi la percentuale di trentenni che ancora
vive con mamma e papà è passata dal 12 al 19 per cento. Carriera sì ma solo
quando non c’è la famiglia: le single intorno ai 40 anni presentano i tassi di
occupazione femminile più alti, seguite dalle donne che vivono in coppia ma non
hanno figli ed infine in quelle che sono anche mamme. E più figli ci sono e meno
la donna lavora. Almeno fuori casa.
Mamme sempre più tardi. La cicogna arriva dopo le trenta candeline. Quando le
loro mamme avevano il secondo o terzo figlio. Ma la voglia di un figlio non
cala, anzi. C’è una lieve e timida ripresa nelle donne italiane a fare figli.
Magari a dare un fratello al primogenito. L’aumento della fecondità osservato
dalle statistiche riguarda proprio le donne tra 30 e 40 anni. Così il 2004 ha
fatto registrare il livello di fecondità più alto degli ultimi 15 anni: 1.33
figli per donna.
Sempre più cicogne. E non solo straniere. L’incremento delle nascite in
Italia, particolarmente accentuato nel 2004, parla straniero. Questo ormai è
cosa nota. Il tasso di natalità in Italia è del 9.7 per mille abitanti. Ma – e
questa è una novità- i ginecologi stanno notando una lenta e timida ripresa
della voglia di fare figli delle donne italiane. Forse non ancora registrata
dalle statistiche ma sicuramente in atto.
Parto cesareo. In Italia nel 2003 su 100 parti oltre 35 sono avvenuti con
taglio cesareo. Il 55 per cento dei cesarei avviene nelle case di cura
accreditate. L’OMS raccomanda l’uso del cesareo nel 10-15 per cento dei parti.
Ed ecco la novità emersa dall’indagine tra i ginecologi: sono le donne a
chiedere il cesareo. Per non soffrire, per programmare l’evento, per non correre
rischi durante il travaglio.
Un figlio a ogni costo. Nel 2003 ogni 100 gravidanze, 1.6 è stata resa
possibile grazie alla fecondazione assistita.
Metodi contraccettivi. Dopo la pillola il metodo più diffuso è il preservativo,
seguono il coito interrotto e altri sistemi come la spirale, il diaframma e
altri metodi naturali. Su 100 donne 47 non evitano le gravidanze: il 21 per
cento non usa contraccettivi e il 26 per cento ha smesso di usarli.
Calano le interruzioni volontarie di gravidanza. Ma non per le under 20. C’è
stato un calo dell’1 per cento rispetto al 2002 e del 43.4 rispetto al 1982. Le
donne straniere hanno avuto un tasso di IVG maggiore di circa tre volte rispetto
alle donne italiane. Dal 1995 si può registrare un leggero aumento dei tassi di
abortività per le ragazze con meno di 20 anni.
Le fonti delle cifre: CEDAP, ISTAT, OSSERVASALUTE, MINISTERO DELLA SALUTE,
SIGO