Mamma, moglie, compagna, single, nonna. Tutte promosse. La donna italiana sta
diventando “grande”. Protagonista, matura, sa guardare al domani. Torna la
voglia di maternità. Quando smetterà di chiedere con così tanta leggerezza il
cesareo e si affiderà ad una contraccezione sicura e non “fai da te”, potrà
vantare di essere una delle migliori in Europa. Per le adolescenti, invece,
tante contraddizioni: in loro cresce la “paura del sabato sera”. Ed è corsa alla
richiesta della “pillola del giorno dopo”. Eva con i capelli bianchi vuol
rimanere sempre Eva: non più una brutta trentenne ma una piacente sessantenne.
Sta bene in salute, meglio di lui. E vive più di lui. Adesso la donna italiana
ha una speranza di vita di 83 anni, lui di 77. Una donna su quattro oggi muore
oltre i novant’anni. Andrà meglio fra vent’anni quando in Italia- ed ecco il
clamoroso annuncio- la speranza di vita sarà di 88 anni per lei, 83 per lui. Una
donna su 4 potrebbe morire dopo i 95 anni. E comunque, ad ogni età la donna di
oggi è una donna complessa sempre a combattere tra l’orologio biologico e quello
della Società. Ma alla fine vincente. Merito anche del “ginecologo-orologiaio”
che aiuta la donna a far tornare i conti. Questa è la sintesi del ritratto della
donna italiana emerso dall’ultima e sorprendente indagine redatta da chi, la
donna conosce bene: i ginecologi. Un ritratto presentato alla conferenza stampa
a Roma alla vigilia dell’81° Congresso della Società Italiana di Ginecologia e
Ostetricia (SIGO), presieduto da Domenico de Aloysio e Pietro Di Donato, che si
apre martedì 20 a Bologna per concludersi sabato. “La donna di oggi è
consapevole di se stessa e della propria forza - dice Domenico de Aloysio,
Università di Bologna, illustrando il rapporto ai giornalisti - e noi ginecologi
ci siamo resi conto di questo cambiamento radicale. Lo studio è un po’ come un
confessionale, le donne raccontano se stesse. Ecco come è nata l’idea di questo
rapporto. E’ una donna che ha il senso della famiglia e vuole una famiglia. Se
non fosse per una Società che la vuole madre sempre più tardi, spesso troppo
tardi. E un compagno che, a volte, non prende la vita con la stessa
determinazione. E’ la donna a convincerlo a “mettere su casa”. E la stessa
capacità di prendere in mano la vita se la porta avanti con gli anni quando,
arrivati i capelli bianchi, vuole godere pienamente della propria femminilità e
serenità. Al ginecologo la donna chiede di essere aiutata a sanare quel
conflitto tutto moderno tra orologio biologico e orologio sociale. A volte
chiede il “miracolo”, il più delle volte un saggio alleato”.
“La donna è cambiata e sta cambiando – aggiunge Pietro Di Donato, Ospedale di
Cento, Ferrara –, fa figli più tardi, vive la menopausa non come una
menomazione, se sta male chiede un bisturi non demolitivo, ha una nuova visione
del proprio corpo e non rifiuta l’idea della chirurgia estetica se questa può
contribuire al proprio benessere. Ma ha anche dubbi reali e paure sulle
opportunità di questa nuova filosofia di vita. Questa donna che sta cambiando è
al centro del Congresso di Bologna che vede riunite tutte le Società
scientifiche affiliate alla SIGO. C’è molta attesa soprattutto per la parola
chiarificatrice sulla terapia ormonale sostitutiva dopo i tanti dubbi e le
accuse spesso ingiuste. Grande importanza acquistano le sessioni dedicate alla
chirurgia oncologica, alle problematiche del parto, all’incontinenza e alla
contraccezione”.
Vivranno di più. Al Congresso della SIGO il professore Antonio Golini dell’
Università “La Sapienza” di Roma presenta uno studio sulla longevità. Alla
conferenza stampa Golini anticipa che se oggi la donna italiana ha una speranza
di vita di 83 anni, fra vent’anni la speranza di vita sarà di 88 anni. Oggi una
donna italiana su quattro muore dopo i 90 anni. Fra vent’anni sempre una su
quattro potrebbe morire oltre i 95 anni. L’uomo italiano - che oggi ha una
speranza di vita di 77 anni- fra vent’anni vedrà spostarsi il limite a 83, lo
stesso della donna di oggi. In pratica, l’uomo italiano viaggia sulla strada
della longevità con vent’anni di ritardo rispetto alla donna. “La speranza di
vita di 88 anni per la donna e di 77 per l’uomo – dice Golini- ad oggi sembrano
le “Colonne d’Ercole” della vita, oltre questa soglia crediamo, alla luce delle
conoscenze attuali, che come vita media non si potrà andare. Ma se ne potrà
sapere di più, e forse in modo sorprendente, via via che progrediranno le
ricerche sulle cellule staminali e sulla biologia cellulare che potrebbero
rappresentare l’elisir della longevità”.
Le adolescenti e la “paura del sabato sera”. “Giovani, giovanissime. Alcune
ancora bambine. Eppure già donne. Sono le adolescenti italiane – parla
Vincenzina Bruni, Università di Firenze, che al Congresso di Bologna parlerà
proprio dell’adolescenza – combattute fra l’orologio biologico che le vuole
presto pronte a volare da sole e quello della Società che allontana sempre più
il momento in cui spiccare il volo. E in mezzo le esperienze da grandi. A
iniziare dalla “paura del sabato sera”, un fenomeno consolidato quello delle
adolescenti che durante il fine settimana bussano alla porta dell’ospedale
chiedendo la “pillola del giorno dopo”. Colpa di una contraccezione non fatta o
fatta male. Sono disorientate e un po’ sole. L’età del primo rapporto si sta
alzando, ora è sui 17 anni ma non mancano realtà dove l’età si aggira sui 13
anni. Crescono gli aborti fra le giovanissime e aumenta il rischio delle
malattie sessualmente trasmesse. Ci sarebbe bisogno di tante iniziative di aiuto
e di informazione. Penalizzarle sarebbe un errore”.
Sterilità da fretta. “Se vuoi figli, non perdere tempo”. E’ l’appello che lancia
Giorgio Crosignani, Università di Milano. “Inutile illudersi, il tempo passa e
non perdona. Bisogna ricordare – aggiunge Crosignani – che la natura non corre
veloce come il cambiare della Società. Le probabilità di avere un figlio
diminuiscono con l’aumentare dell’età. In Italia la prima causa di sterilità
delle coppie è l’età della madre. E cresce la cosiddetta “sterilità da fretta” e
cioè quelle donne che, arrivate a 40 anni, chiedono l’aiuto della maternità
assistita non perché sono sterili ma perché non possono permettersi di spendere
tempo prezioso in tentativi naturali. E non è detto che la cicogna di vetro le
possa aiutare ”.
Cresce la voglia di un figlio. “La cicogna sta decollando un po’ più di una
volta – dice Giuseppe Benagiano, Università “La Sapienza” di Roma -. Stiamo
cominciando a notare un ritorno alla voglia di un figlio, in chi un figlio non
ce l’ha e in chi già ne ha uno o due. E cresce l’esercito dei “figli di seconda
generazione” e cioè quei bambini che nascono a distanza di 10-15 dal fratello
maggiore, figli spesso del nuovo partner della madre. Questo timido ritorno alla
voglia di un figlio nelle italiane si spiega anche con la crisi economica che ha
ridotto la frenesia dell’edonismo, quindi ha prodotto un ripiegamento verso il
privato. E così sono tornati alcuni dei valori che in passato erano stati
cancellati. Il problema della “mamma italiana” è che continua a tenere il figlio
nell’ovatta”.
Eva sempre Eva. “La donna italiana ha scoperto che può rimanere sempre Eva. Ha
davanti a sé dopo la menopausa 30 ma anche 40 anni – dice Andrea Riccardo
Genazzani, Università di Pisa – e quindi in questi anni sta scoprendo da sola la
“pillola dell’eterna femminilità”: voglia di sentirsi sempre donna, cura di se
stessa, accettazione delle terapie che le consentono di sostituire quel bagaglio
ormonale che la natura le ha tolto. Ma, per gestire questo segreto ha bisogno di
un regista moderno. E questo è il ginecologo”.
Cesarei & Contraccezione. Sono le note dolenti delle donne italiane. Le mamme
chiedono sempre di più ai ginecologi di partorire con il taglio cesareo. Perché
lo ritengono una modalità di parto e non un intervento chirurgico. Vogliono il
cesareo perché non vogliono sentire i dolori del parto, perché possono
programmare la nascita del bambino, perché non vogliono correre i rischi del
travaglio. E veniamo alla contraccezione: solo l’1 per cento delle donne non sa
che si possono evitare gravidanze. Eppure la contraccezione “sicura” è usata
ancora troppo poco. Prevale il “fai da te”. Quando si sceglie un contraccettivo
solitamente è la pillola, poi il preservativo.
Ginecologo del nuovo Millennio. “La donna si è trovata ad essere – dice Antonio
Ambrosini, presidente della SIGO – protagonista dell’evoluzione sociale
dell’ultimo mezzo secolo. Dietro questa trasformazione dell’essere donna c’è una
forte esigenza di affermazione individuale e di genere anche se, guardando
l’impegno nel mondo del lavoro, vi è una oggettiva necessità. Il ginecologo del
nuovo Millennio deve tener conto anche delle evoluzioni sociali e di quanto
queste condizionano le esigenze della donna”.
Ginecologo ospedaliero. Il Congresso a Bologna vede anche lo svolgimento del
Congresso dell’AOGOI, Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani. “I
ginecologi – dice Carlo Sbiroli che dell’AOGOI è il presidente – devono
affrontare i cambiamenti necessari per rispondere a una popolazione femminile,
sempre più multietnica. E’ un ruolo nuovo, questo del medico che deve applicare
i metodi ormai consolidati della nostra ginecologia tenendo però conto dei
fattori sociali e culturali diversi in cui opera”.
Ginecologo universitario. L’AGUI, Associazione Ginecologi Universitari Italiani,
svolge il suo Congresso a Bologna nell’ambito di quello della SIGO. “L’obiettivo
del ginecologo del futuro – dice Massimo Moscarini che dell’AGUI è il presidente
– alla luce delle più moderne scoperte, è quello di coniugare l’aspetto
dell’innovazione scientifica con quello di un rapporto con il paziente più
umanizzante e poco traumatico”.
Ostetrica, nuovo ruolo. L’ostetrica di “Pane, amore e fantasia non esiste più”.
Oggi si incontra nel consultorio, in sala parto, laddove si fa informazione e
prevenzione. Il Congresso di Bologna dedica grande spazio all’ostetrica che è
cambiata da quella di un tempo. “L’ostetrica – dice Maria Antonietta Bianco,
presidente della Federazione Nazionale Collegi Ostetriche – è spalla a spalla in
sala parto ed anche spalla a spalla al Congresso. Il loro ruolo acquista sempre
più importanza, anche alla luce delle responsabilità e delle competenze previste
dalle nuove leggi”.