Anno III - n°20 - 09.12.2005 Pagine Nazionali

   


Diabete: TV, ascensori e merendine fanno più vittime di aviaria e SARS


Per il Professore Paolo Brunetti dell’Università di Perugia “si fa troppa poca educazione sui corretti stili di vita. Il Diabete fa più morti delle epidemie virali. Sono 170 milioni le persone al Mondo affette da diabete. Oltre 3 milioni gli italiani affetti dalla malattia e un milione i soggetti stimati che non sanno di esserne vittime. I tre moschettieri contro il male: corretta alimentazione, attività fisica e pioglitazone”
Aviaria, mucca pazza, sars: per queste malattie si muove l’opinione pubblica, crollano i consumi di alimenti incriminati, si diffonde il panico, il più delle volte ingiustificato. Ma in realtà Tv, ascensori, snack, patatine e merendine fanno più vittime delle malattie mediaticamente più forti. La vita sedentaria e una cattiva e non equilibrata alimentazione, infatti, sono fra le cause scatenanti del diabete, una vera e propria piaga per la nostra società. Sono oltre 3 milioni gli Italiani affetti dalla malattia e si stima che 1 milione ne soffre senza nemmeno saperlo. Il dato diventa impressionante quando si pensa che sono 170 milioni al Mondo e le stime parlano di 300 milioni di diabetici entro il 2025. Oltre il 90% è colpito dal diabete di tipo 2 e nei paesi industrializzati il diabete è una delle principali cause di morte. Nuove terapie contribuiscono a combattere il problema, ma in realtà i tre moschettieri contro il diabete sono corretta alimentazione, attività fisica e pioglitazone.
È questo l’appello del Prof Paolo Brunetti, Professore Ordinario di Medicina Interna all’Università degli Studi di Perugia, lanciato in prossimità dell’incontro “Diabete e rischio cardiovascolare: nuove acquisizioni e prospettive future” che si svolgerà a Roma il 9 e 10 dicembre 2005.
“Si tratta dei numeri di una vera strage, - afferma il Professor Brunetti - ma di stili di vita corretti e di diabete si parla ancora troppo poco. Se non si interviene già dall’età scolare, la malattia potrebbe essere destinata a crescere in modo esponenziale. Il diabete è una delle maggiori emergenze in campo sanitario, forse la malattia che a livello mondiale ha il maggior impatto sulla salute pubblica, come dimostrano i costi sociali di questa malattia, che solo in Italia assorbe circa il 7% della spesa sanitaria nazionale. Inoltre non è da sottovalutare l’espandersi del fenomeno a categorie, come nel caso dei bambini, un tempo una classe non considerata a rischio.” E tra i primi alleati del diabete, contro la salute dei cittadini, ci sono comportamenti considerati del tutto normali, ripetuti ogni giorno. Basta pensare che dai dati che emergono dalle ricerche gli italiani passano in media 1 ora e 22 minuti al giorno seduti in automobile, alle 7 ore che in media passano seduti ad un banco o ad una scrivania. Il tutto senza considerare che dalle 6 di mattina alle 2 di notte il 19.3% del tempo lo passano a guardare la Tv .
“Se a questo stare immobili – continua il prof Brunetti -, aggiungiamo un’alimentazione che va ben oltre il fabbisogno quotidiano, ecco individuate le cause. Di fatto ci troviamo di fronte ad una marea di soggetti diabetici per i quali serve una prevenzione cardiovascolare specifica, cosa che oggi è possibile grazie a terapie intensive che utilizzano nuovi farmaci a base di pioglitazone.” Dallo studio Proactive, pubblicato sull’autorevole rivista Lancet, emerge che grazie alle nuove terapie a base di pioglitazone si può ridurre l’infarto e l’ictus del 16%, attacchi cardiaci fatali e non fatali del 28% e il rischio di sindrome coronaria acuta fino al 37% in pazienti ad alto rischio che hanno subito un precedente attacco cardiaco non fatale.
“Contro la malattia si deve puntare su Tre Moschettieri. – conclude Il prof Brunetti - I primi due sono una corretta alimentazione e una perfetta attività fisica, validi per tutti. Il terzo moschettiere è proprio il pioglitazone, un alleato fondamentale per chi, come accade per chi è affetto da diabete di tipo 2, è fortemente a rischio di eventi cardiovascolari. Bisogna fare molto a livello di educazione scolastica, nutrizionale, e sportiva. Serve un progetto più organico e sistematico proprio perchè sui giovani è ancora possibile intervenire sugli stili di vita. Servono risorse da dedicare alla cultura dell’attività fisica, interventi che portino nella scuola dei corsi di corretta alimentazione.”


 






 


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