Anno III - n°20 - 11.10.2005 Pagine Nazionali

   


Nuovo antibiotico“Made in Italy” per le infezioni urinarie complicate


Aldo Franco De Rose - Ospedale San Martino Genova - aldofrancoderose@clicmedicina.it 
La cistite rappresenta l’infezione urinaria più frequente e colpisce spesso e soprattutto il sesso femminile. Tra i germi troviamo l'Escherichia coli (80%), lo Stafilococcus epidermidis ,9%, lo Streptococcus fecalis 1-3%. I germi come Proteus, Klebsiella, Serratia, e Pseudomonas si riscontrano nelle infezioni complicate.
E proprio per questo tipo di infezioni, da poco tempo, viene indicato un nuovo antibiotico, fino ad oggi prescritto solo per le cistite semplici. Lo afferma un lavoro scientifico pubblicato recentemente su Urol Internationalis dal titolo Prulifloxacin versus ciprofloxacin in the treatment of adults with complicated urinary tract infections. I risultati evidenziano come la prulifloxacina, molecola tutta italiana, nata da una ricerca dell’Angelini, sia più efficace degli altri fluorchinolonici nelle infezioni urinarie complicate. Infatti, su 257 soggeti studiati, la sua efficacia è risultata del 90.8% contro il 77.8 % della ciprofloxacina.
Oltre alle infezioni dell’apparato genitale la prolifloxacina è indicata anche nelle infezioni polmonari e in particolare bronchiti croniche riacutizzate, e soprattutto nei soggetti con broncopneumopatie croniche ostruttive (BPCO).
Il successo terapeutico di questo farmaco, caratterizzato da una potente azione antibatterica, si è attestato attorno al 90% non solo nei primi episodi di infezioni ma anche in quelle recidivanti. Inoltre la prulifloxacina, avendo una emivita nel sangue abbastanza lunga, più di 11 ore, ha la caratteristica, a differenza di molti altri antibiotici, di poter essere somministrata sotto forma di compressa una volta al giorno, al dosaggio di 600 mg. Il farmaco si dimostrato ben tollerato ed è dispensato dal sistema sanitario nazionale.
La sua indicazione rimane importante per la donna in quanto la sua assunzione non modifica la flora vaginale e quindi il pH dells stessa vagina, come molti antibiotici, che espongono così al pericolo di infezioni vaginali e quindi a nuove cistite
 






 


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