Anno III - n°20 - 10.10.2005 Pagine Nazionali

   


Cervello: sostanza 'da nobel' nuova speranza per bimbi malati


Dal fattore di crescita dei neuroni Ngf (Nerve growth factor), che ha fruttato il premio Nobel per la Medicina a Rita Levi Montalcini, arriva una speranza per i bimbi vittime di trauma cranico e ischemia cerebrale: nei Paesi industrializzati la prima causa di morte - nella penisola circa un caso su 800 - e di disabilita' in eta' pediatrica.
In uno studio italiano che sara' pubblicato in ottobre sulla rivista 'Neurological Research', per la prima volta l'Ngf e' stato iniettato nel cervello di due pazienti di 8 e 9 mesi che avevano riportato gravi lesioni dopo un prolungato arresto cardiaco. E la cura, durata 10 giorni, ha aumentato l'apporto di sangue nella zona rimasta senza ossigeno, permettendo cosi' un recupero parziale dello stato di coscienza e delle capacita' motorie e cognitive.
La ricerca, finanziata dalla Fondazione Mariani e condotta da Antonio Chiaretti dell'Istituto di Clinica pediatrica-Dipartimento di Neuroscienze pediatriche presso l'universita' Cattolica di Roma, e' stata illustrata a Venezia al convegno 'Neuroprotection in early life', riferisce una nota della Fondazione. Prima di arrivare a un eventuale impiego dell'Ngf nella pratica clinica quotidiana passera' del tempo - avvertono i medici - ma questa indagine rappresenta un deciso passo in avanti contro una patologia ad oggi priva di valide alternative terapeutiche.
Dopo il trattamento con Ngf - riferisce la Fondazione Mariani - si sono evidenziate zone cerebrali, precedentemente danneggiate dall'attacco ischemico, che hanno dimostrato un incremento del metabolismo neuronale accompagnato anche dall'aumento di aree cerebrali piu' vitali. Si tratta del primo studio in assoluto, condotto in eta' pediatrica, sulle possibilita' terapeutiche dell'Ngf. Le potenzialita' di questa sostanza e di altri fattori neurotrofici consistono nello stimolare la sopravvivenza e lo sviluppo delle cellule nervose del sistema nervoso sia centrale sia periferico, e nel ridurre i deficit neurologici secondari al danno traumatico o ipossico-ischemico.
Questi fattori inducono inoltre la maturazione delle cellule cerebrali non ancora differenziate, che nei bambini sono particolarmente abbondanti e dotate di grande capacita' riproduttiva. In uno studio precedente, il gruppo di Chiaretti aveva dimostrato che, nei bimbi con trauma cranico grave, l'esito clinico e il recupero neurologico erano migliori per i piccoli nel cui liquido cerebrospinale si evidenziava un aumento dell'Ngf nelle fasi immediatamente successive al trauma cranico, A conferma che la sostanza rappresenta un naturale meccanismo di difesa del cervello contro le alterazioni biochimiche e molecolari indotte dal trauma cerebrale. L'utilizzo dei fattori neurotrofici nel trattamento di queste patologie - concludono gli specialisti - possono rappresentare un valido punto di partenza per le terapie del futuro, volte a migliorare la qualita' di vita di questi bambini e dei loro genitori e a ridurre i costi sociali enormi legati all'assistenza dei piccoli con gravi deficit neurologici. (Red-Opa/Adnkronos Salute)






 


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