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Anno III - n°20 - 09.12.2005 Pagine Nazionali
P53 e l'invecchiamento clicMedicina - redazione@clicmedicina.it
La proteina p53 è nota per essere un elemento chiave delle difese naturali del
nostro corpo contro il cancro: è infatti assente in molti tipi di cellule
tumorali. Quando si tratta però di comprendere il ruolo più vasto che p53 svolge
per la nostra salute, si giunge a un curioso paradosso. Studi precedenti hanno
infatti dimostrato che, nei modelli animali, l'iperattivazione della proteina ha
anche un notevole effetto negativo, l'accorciamento della durata della vita,
accompagnato dai segni di un invecchiamento accelerato: osteoporosi, calo della
resistenza allo stress e atrofia degli organi. Nonostante negli ultimi anni i ricercatori abbiano fatto passi avanti nella comprensione di come p53 protegga dal cancro, il meccanismo col quale la proteina contribuisce all'invecchiamento non è ancora stato ben studiato. In un articolo pubblicato sulla rivista "Current Biology", Stephen Helfand e colleghi della Brown University di Providence, dell'Università del Connecticut e del Southwestern Medical Center dell’Università del Texas descrivono l'azione di p53 nei moscerini della frutta e riportano nuove prove del fatto che - nonostante il suo ruolo protettivo contro la formazione di tumori - l'attività di p53 può contribuire in effetti all'invecchiamento e al calo di longevità, almeno in alcuni tipi di cellule. I ricercatori hanno osservato gli effetti della disattivazione della proteina nei neuroni di moscerini adulti. Hanno scoperto che l'espressione di una cosiddetta versione negativa-dominante di p53 - che inibisce l'attività della normale p53 - estende la durata della vita degli insetti e ne aumenta la capacità di resistere allo stress che danneggia i geni. Gli autori hanno anche scoperto che questa disfunzione di p53 non incrementa ulteriormente la longevità dei moscerini sottoposti a restrizione calorica, il che suggerisce che il calo di attività di p53 e la restrizione calorica possano influenzare la longevità attraverso un meccanismo molecolare comune. Poiché i neuroni sono meno suscettibili alla formazione di tumori rispetto ad altri tipi di cellule, e poiché la disfunzione di p53 nei neuroni è risultata sufficiente ad estendere la durata della vita nei moscerini, la scoperta suggerisce che modificando l'attività di p53 in differenti tipi di cellule si potrebbero ottenere i vantaggi terapeutici della proteina evitandone gli effetti negativi sulla longevità. Johannes H. Bauer, et al.,"Neuronal expression of p53 dominant-negative proteins in adult Drosophila melanogaster extends life span". Current Biology, Vol. 15, 2063–2068, DOI 10.1016/j.cub.2005.10.051 (22 novembre 2005).
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