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Inquinamento elettromagnetico e salute

Ciro Fusco  cirofusco@clicmedicna.it 

Oggi si parla molto di inquinamento elettromagnetico e dei danni che questo può portare alla salute, ma vediamo semplicemente di spiegare di cosa si tratta e di seguito cosa fare per limitarne  i potenziali danni.

 

Per inquinamento elettromagnetico si intende la presenza massiccia nell’atmosfera terrestre di radiazioni elettromagnetiche non naturali.

Infatti in natura esistono varie forme di radiazioni elettromagnetiche, come ad  esempio i raggi cosmici, le radiazioni emesse dalle sostanze radioattive naturali, le radiazioni luminose, il campo elettromagnetico terrestre ecc., ma tutte queste fonti sono trascurabili rispetto alle radiazioni che l’uomo ha creato artificialmente.

 

Prima di proseguire bisogna fare una distinzione tra radiazioni ionizzanti ( ionizing radiation o IR ) e radiazioni non ionizzanti ( non ionizing radiation o NIR ).

 

Quando l'energia ceduta nell'interazione con la materia è sufficiente a strappare almeno un elettrone dagli atomi e/o a dissociare le molecole in porzioni cariche elettricamente, la radiazione si dice ionizzante.

Le più energetiche e conosciute tipologie di radiazioni ionizzanti sono: i raggi gamma , emessi dai nuclei atomici delle sostanze radioattive naturali e artificiali, le reazioni nucleari e i raggi X.

 

Tutti ormai conosciamo la pericolosità dell’esposizione alle radiazioni ionizzanti e sappiamo che esse possono essere usate per uccidere ( come accade con la bomba atomica ), oppure usate sotto controllo per diagnosi e terapie mediche ( come ad esempio con i raggi X ).

Le radiazioni ionizzanti, inoltre, se assorbite in quantità elevate portano a modificazioni cellulari e alla formazioni di carcinomi.

 

Molta più confusione, invece,  esiste nel campo delle radiazioni non ionizzanti,  come ad esempio  quelle emesse dalle linee elettriche, dagli elettrodomestici ed in particolare dai ripetitori radio e dai telefonini cellulari.

 

Anche qui bisogna, per un minimo di correttezza scientifica, distinguere tra radiazioni elettromagnetiche a bassa frequenza ( 50 Hz, come gli elettrodotti, le cabine elettriche di trasformazione ed anche molti elettrodomestici ) e radiazioni elettromagnetiche  ad alta frequenza ( da 100 Khz a 300 Ghz, come i ponti radio, le stazioni radio base per telefonia cellulare ed i telefonini cellulari ).

 

Oggi si parla spesso di questa tipologia di inquinamento, in ogni parte del mondo si studiano i potenziali rischi dovuti all’esposizione a queste onde elettromagnetiche, ma i risultati non sono sempre chiari, anche perché gli effetti a breve termine sono minimi e non abbiamo alle spalle  un sufficiente  “passato”  per formulare delle statistiche.

 

In ogni caso sono state varate delle normative specifiche che fissano dei valori limite ai campi elettrici e magnetici in relazione alla frequenza e alle zone di emissione.

Per quanto riguarda le radiazioni elettromagnetiche ad alta frequenza il D.M. n.381/1998 "Regolamento recante norme per la determinazione dei tetti di radiofrequenza compatibili con la salute umana" entrato in vigore il 2 gennaio 1999 fissa il limite massimo per le zone abitate, ovvero in corrispondenza di edifici adibiti a permanenze non inferiori a quattro ore, al valore di  6 V/m per il campo elettrico e di 0.016 A/m per il campo magnetico, indipendentemente dalla frequenza della radiazione elettromagnetica.

 

 In ogni caso noi siamo continuamente sottoposti a questi campi elettromagnetici ed il nostro telefonino cellulare  emette un notevole campo elettromagnetico, e tra l’altro si usa sempre vicino alla testa.

 

Gli studi hanno dimostrato che  20 minuti di telefonata con un apparecchio cellulare porta un innalzamento di temperatura di circa 1 grado centigrado delle aree della testa nelle immediate vicinanze dell’apparecchio.

Questo è l’effetto fisico più evidente a breve termine, per quanto riguarda gli effetti a lungo termine come detto prima gli studi sono molto discordanti ma senza fare inutile allarmismo conviene seguire alcuni utili e semplici accorgimenti:

 

·                    Non utilizzare il cellulare in auto in quanto le pareti metalliche dell’auto creano onde stazionarie sottoponendovi ad un campo molto più intenso.

 

·                    In auto usare un kit vivavoce con antenna all’esterno del veicolo.

 

·                    Utilizzare possibilmente il cellulare all’aperto e con dispositivo auricolare tenendo l’antenna e quindi tutto l’apparecchio lontano dal corpo.

 

·                    Utilizzare il cellulare quando il campo di ricezione è buono, in quanto l’apparecchio emette una potenza variabile inversamente proporzionale al campo di ricezione.

 

·                    Non tenere inutilmente il cellulare accesso in standby vicino al corpo in quanto anche in questa circostanza esso periodicamente emette un campo elettromagnetico per comunicare con le stazioni radio base.

 

·                    Non lasciare l’apparecchio come giocattolo ai bambini.

 

·                    Durante la notte, prima di andare a letto, spegnere o allontanare di alcuni metri l’apparecchio dal corpo.

 

·                     Infine per i portatori di pace-maker porre estrema attenzione all’utilizzo del telefono cellulare tenendolo sempre lontano dalla zona cardiaca, in quanto le onde elettromagnetiche possono influenzare il funzionamento del pace- maker stesso.

Molte altre notizie sono oggi reperibili in internet, si veda ad esempio http://www.minambiente.it/Sito/settori_azione/iar/IEM/Inquinamento_EM/Inquinamento_italia.asp, altre notizie si trovano cercando nei motori di ricerca “inquinamento elettromagnetico”. Un interessante brevetto ancora in fase di lancio è visionabile al seguente indirizzo www.omegaelettronica.it/auricolare.htm

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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