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Incontinenza urinaria: indicazione all'esame urodinamico Prof. Riccardo Pizzorno - Urologo - rpizzorno@libero.it, riccardo.pizzorno@hsanmartino.liguria.it |
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a) fatica ad urinare (disuria) b) getto urinario indebolito (indebolimento del mitto) c) minzioni frequenti di giorno (più di 8 volte nel corso della giornata = pollachiuria diurna) d) alzarsi più di una volta per notte per urinare (pollachiuria notturna); questa situazione merita un discorso a parte in quanto se il volume urina prodotto durante la notte è superiore a quello prodotto nel corso della giornata si parla di poliuria notturna ed è di solito di competenza non urologica. Se invece si urina almeno due volte di notte producendo una quantità di urina non eccessiva può essere secondaria ad una situazione irritativa meritevole di ulteriore approfondimento. e) nell'incontinenza urinaria maschile bisogna escludere ad esempio la iscuria paradossa (persona apparentemente incontinente ma in realtà ritenzionista). f) la minzione con bruciori (stranguria) è di solito secondario ad una infiammazione anche se merita ulteriore approfondimento. g) lo stimolo frequente ad urinare dopo ogni minzione può essere secondario ad una infiammazione od a un incopleto svuotamento della vescica (ritenzione incompleta). L'esame urodinamico consiste nei seguenti accertamenti: 1) uroflussometria: il paziente è invitato ad urinare in un imbuto al fine di ottenere un grafico della minzione; tale accertamento può essere eseguito da solo come screening di massa per individuare le persone meritevoli di trattamento o in corso di un esame urodinamico completo. 2) cistomanometria: dopo aver posizionato un catetere vescicale ed una sonda rettale, si riempie la vescica con acqua valutando la distensibilità della stessa, la sensibilità al riempimento, le eventuali contrazioni disinibite, la comparsa di un riflesso minzionale e la possibilità di inibirlo. 3) studio pressione-flusso: il soggetto portatore sia di catetere vescicale che di sonda rettale deve mingere nel famoso imbuto. L'esame mette in rapporto il flusso ottenuto con la pressione vescicale a cui viene sottratta la pressione endorettale. Ovviamente si possono reperire flussi accettabili con pressioni altrettanto accettabili oppure flussi accettabili con pressioni eccessive (indice di ostruzione) o flussi ridotti con sforzi eccessivi. Qualora si osservino flussi ridotti con pressioni modeste la situazione sarebbe indicativa di modesta capacità contrattile del detrusore; tale situazione è purtroppo di difficile terapia. 4) i tre esami precedenti possono essere eseguiti con l'ausilio dell'elettromiografia del piano perineale allo scopo di diagnosticare una dissinergia vescica-sfintere (contrazione del piano perineale durante la minzione); tale situazione, fortunatamente rara, è una grave complicanza neurologica. 5) profilo pressorio uretrale grafico delle pressioni nei vari segmenti uretrali (tele esame non viene più eseguito di routine nei pazienti di sesso maschile e conserva la sua validità nel solo sesso femminile). L'insieme di questi dati dovrebbe fornire un quadro completo della situazione minzionale e permettere di stabilire se vi è necessità di ulteriori cure (alfa-litici od altro) oppure se vi sia addirittura l'indicazione ad un intervento disostruttivo. Nel caso di una donna la situazione è più complessa in quanto il disturbo viene segnalato al Ginecologo di fiducia il quale valuta e decide. L'esecuzione dell'esame nella donna presenta solo piccole differenze; più importanti per gli operatori che per l'utente. L'indicazione viene data spesso per incontinenza urinaria che può essere da "urge" o "stress". Queste due misteriosissime parole indicano rispettivamente un'incontinenza urinaria preceduta da desiderio di mingere (incontinenza per impossibilità a raggiungere il bagno in tempo), nel primo caso, od incontinenza in seguito ad aumenti di pressione addominale, in assenza di stimolo, nel secondo caso. Essendo diversa la patogenesi del fenomeno anche con situazioni paradosse è assai importante che la diagnosi sia precisa al fine di pianificare correttamente il trattamento. |
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