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L’IMPIEGO DEI FITOESTROGENI NELLA MENOPAUSA

  di Patrizia Scalvini   scapamao@libero.it

L’80% delle donne  occidentali soffrono di disturbi climaterici in Giappone solo il 20%. Il divario, così evidente, dipende da fattori socio-culturali ma soprattutto dallo stile alimentare L’interesse della ricerca medica, nei confronti dei fitoestrogeni, come terapia alternativa all’ormonoterapia (HRT), si basa proprio su questi recenti osservazioni epidemiologiche, che evidenziano appunto una minor incidenza di sintomi legati al periodo menopausale delle popolazioni orientali.

La soia, alimento fondamentale nella dieta di queste popolazioni, ha un alto contenuto di isoflavoni, sostanze strutturalmente simili agli estrogeni, e che si comportano come dei modulatori selettivi naturali dei recettori ormonali.

Le terapie naturali con fitoestrogeni potrebbero rappresentare una finestra terapeutica per la cura delle sintomatologie correlate alla menopausa, è indicata in donne all’inizio del climaterio, in post-menopausa avanzata, quando la HRT è controindicata o non accettata.

La maggior parte dei fitoestrogeni, estratti dalla soia, sono però molecole grandi e idrosolubili, difficilmente assorbibili e quindi utilizzabili dal nostro organismo. Per questo è stato messo a punto Estromineral, a base di isoflavoni di soia con l’aggiunta di Lactobacillus sporogenes, un fermento lattico che bilancia ed equilibra la flora intestinale e assicura la piena biodisponibilità dei fitoestrogeni. Inoltre contiene calcio, vitamina B3 e equiseto utili per il metabolismo osseo.

Si ritiene oggi che tale azione sia mediata da sostanze contenute nella soia denominate fitoestrogeni, così chiamati perché hanno azioni simili a quelle degli ormoni estrogeni ed anche se più deboli di questi possono tuttavia esercitare una interessante effetto biologico protettivo sul nostro corpo, purché introdotti in quantità adeguate .

I più conosciuti ed utilizzati sono la Genisteina e la Daidzeina che hanno una configurazione chimica simile all’Estradiolo, famoso estrogeno utilizzato nelle sintesi chimiche e che si possono reperire nella frutta e nella verdura di uso comune (pomodoro, finocchio, riso, mela, ciliegio, etc.).

Essi agiscono sulla cellula con un effetto di modulazione “intelligente” sui recettori estrogenici e con associate azioni antitumorali e anti-ossidanti.

Tale efficacia si manifesta sulla diminuzione fino alla eliminazione della sintomatologia vasomotoria e neurovegetativa caratteristica della prima menopausa (vampate, sudorazioni, insonnia, ansia, depressione, secchezza vaginale) e sul riequilibrio del collagene sottocutaneo con associato controllo dell’alterato metabolismo osseo, alterazioni proprie della piena età menopausale .

 

 

 

 

 

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