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LA SANITA’ NON DEVE ESSERE UN PROBLEMA CONTABILE. Ormai è una realtà, anche se triste: la Sanità è diventato un vero e proprio problema contabile con un solo obiettivo: diminuire la spesa sanitaria.Una buona notizia in questo senso è già arrivata: in agosto la spesa farmaceutica è diminuita del 9,9%. Ma il disavanzo sanitario è ancora troppo elevato e dunque la questione sanitaria rimane principalmente un problema contabile. Il ministro Sirchia comunica infatti che “non ci sono soldi per gli anziani non autosufficienti e perciò bisogna ricorrere alle assicurazioni secondo il modello tedesco. “…Siamo infatti in forte ritardo e dobbiamo porci con urgenza il problema di come assistere degnamente i nostri anziani, preferibilmente al loro domicilio”. Ma dallo stesso ministro arrivano le sferzate ai medici di medicina generale per le prescrizioni in eccesso ma anche dati preoccupanti riguardanti alcuni settori della medicina. "Le attrezzature radiologiche, dice il ministro, sono in gran parte obsolete; mancano le gamma camere in molti pronto soccorso… e le attrezzature valide sono comunque sotto-utilizzate”. Di fatto persistono sempre i problemi delle liste di attesa per le indagini diagnostiche, per gli interventi chirurgici, l'assistenza agli anziani, ai disabili. Quando non esiste la possibilità di soddisfare tutte queste richieste i soldi si cercano da una altra parte ma non si chiudono gli ospedali che, anche se non corrispondono ai nuovi requisiti, comunque servono a soddisfare alcune necessità primarie, come partorire, anche se di piccole comunità. E quindi chiediamo: perché l’Italia si colloca nella fascia bassa dell’Europa per la spesa pubblica sanitaria che raggiunge appena il 6% del pil (prodotto interno lordo) contro almeno il 7 degli altri paesi? - Perchè si è consentito alla spesa pensionistica di lievitare sino al 14% del pil , dato che porta l’Italia alla prima posizione in Europa? Certo la sanità è una cosa seria e anche la sinistra non è immune da colpe per quanto riguarda il disavanzo economico: a cominciare dalla sospensione del ticket, come mossa pre-elettorale, che ha causato sicuramente una enorme crescita della spesa farmaceutica. Ma probabilmente non è il momento di colpevolizzare nessuno: bisogna invece agire in modo che, anche i nostri vecchi non autosufficienti possano ricevere una sicura assistenza e possa essere migliorato il tasso di sopravvivenza ai tumori. E, a proposito della spesa sanitaria, vorremmo concludere con un appello alla destra e alla sinistra, proprio con le parole di un ministro francese, di destra, Jean Francois Mattei: “innanzitutto cambiare ottica; la crescita di spesa per la salute è ineluttabile in ragione dell’invecchiamento della popolazione, del costo delle nuove tecnologie mediche e delle ricerche per stare meglio: E’ ora di smetterla col bisogno di controllare e contenere ma bisogna porre la questione di quale deve essere il livello necessario di spesa sanitaria nel bilancio della nazione”. Aldo Franco De Rose aldoderose@clicmedicina.it |
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