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I cibi permessi e quelli vietati ai celiaci

Silvia Robiglio - clicMedicina - silviarobiglio@clicmedicina.it 

La celiachia è comunque una malattia con la quale si convive senza dover rivoluzionare le proprie abitudini e senza doversi privare delle uscite fuori con gli amici o viaggi all'estero, basta tenersi informati. 

Per approfondimenti e aggiornamenti sulle ultime ricerche, i sussidi dallo stato e i convegni sul tema, visitate il sito dell'Associazione Italiana Celiachia (www.celiachia.it). In esso è contenuto un prontuario con i cibi permessi e quelli dannosi, sono inoltre segnalati i locali (autogrill, ristoranti...) che vendono cibi senza glutine ed offre un aggiornato elenco dei normali prodotti in commercio, con tanto di marche, che non danno problemi ai celiaci.

Il glutine si trova nel grano, farro, orzo, segale, avena ed in tutti i prodotti derivati, come pane, pasta, cracker, grissini, biscotti, dolci, pangrattato, lievito di birra, caffè d'orzo e surrogati, malto, birra, whisky, salsa di soia, cotolette, preparati per brodo, preparati per frittura, preparati per gelati, in alcuni salumi ecc...

 

Vediamo di seguito gli alimenti che non recano danno ai celiaci:

  • riso, mais;

  • patate;

  • castagne;

  • brodo vegetale e di carne;

  • tutte le carni (suino, bovino, ovino, caprino, avicole, selvaggina);

  • tutti i pesci ed i molluschi;

  • prosciutto crudo;

  • formaggi stagionati;

  • uova;

  • verdura, legumi, frutta;

  • burro, lardo, strutto;

  • olio d'oliva extravergine, olio d'oliva, di arachidi, di soia, di mais, di girasole, di vinaccioli, di noci;

  • sale ed erbe aromatiche;

  • sott'olio;

  • funghi secchi e freschi;

  • olive;

  • latte, panna fresca;

  • caffè, tè, camomilla e tisane, bibite gassate;

  • vino, acqua, spumante, champagne;

  • zucchero, miele.

 

Quelli assolutamente vietati sono invece:

  • frumento, segale, orzo, farro, avena, triticale, in farina ed in granella o in fiocchi;

  • pane, pancarrè, toast, pane integrale, focaccia, pizza, piadina, grissini, cracker, pangrattato;

  • biscotti, torte, pasticcini, brioche, merendine, fette biscottate;

  • pasta di qualunque tipo e formato, tortellini, ravioli, gnocchi di patate e di semolino o alla Romana;

  • malto e fiocchi o pop-corn cui è stato aggiunto;

  • cibi infarinati ed impanati;

  • frutta secca infarinata;

  • surrogati del caffè contenenti orzo, ecc.;

  • birra, whisky, vodka, gin ed alcoolici come amari, infusi ecc. (che contengono alcool di origine incognita).

 

Ci sono poi cibi cosiddetti "a rischio", per i quali occorre consultare sempre il prontuario, si tratta di: 

  • salse e sughi pronti;

  • farine di mais, riso, castagna ecc.;

  • insaccati cotti;

  • dadi ed estratti di brodo o insaporiti;

  • zuppe, minestre o liofilizzati per esse già pronte;

  • patatine prefritte e/o surgelate;

  • formaggini a pasta filante e spalmabili;

  • margarina;

  • oli di semi vari e prodotti per friggere;

  • aceto;

  • maionese, senape e salse pronte;

  • creme, dessert, budini;

  • gelati;

  • zucchero a velo;

  • lievito per dolci e per panificazione;

  • dolcificanti;

  • caffè solubile e surrogati del caffè.

 

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L'appello di Claudia Koll

 

 

 

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