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I Problemi dell’Anziano

Prof. Giovanni Pistocchi  Specialista in Geriatria  Genova pistok@tin.it 

Alla data del Gennaio '86 gli ultrasessantacinquenni erano, in Italia, circa 7.500.000 e cioè il 13% della popolazione; per il 2000 si prospetta una percentuale pari al 17,5% con una probabile crescita zero della popolazione totale.

Nel 2003 gli ultrasettantacinquenni saranno circa 4.600.000 (a fronte di 1.436.000 del 1951 e di 3.381.000 del 1987) e gli ultraottantenni 2.300.000 (a fronte di 625.000 del 1951 e di 1.607.000 del 1987).

 

L'evento demografico più importante di questo inizio di XX secolo è quindi costituito dal sempre più consistente incremento nelle nostre popolazioni dei cosiddetti "grandi vecchi", con allungamento della vita media che in Italia ha oltrepassato gli 80 anni per la donna e i 75 per l'uomo.

Le peculiarità cliniche del paziente geriatrico sono riassumibili nei seguenti punti:

 

1. PLURIPATOLOGIA: l'importanza di questo aspetto risiede non tanto nella constatazione che nello stesso individuo anziano si possono ritrovare svariate patologie che interessano più organi ed apparati, quanto nelle ricadute clinico-diagnostiche, per l'impegno che ricade sul medico di dover scegliere tra patologie croniche quiescenti e patologie acute o riacutizzate, identificare tra queste la patologia responsabile del quadro clinico emergente e la sua eventuale tendenza evolutiva, selezionare trai i vari provvedimenti terapeutici possibili quelli più utili al fine di migliorare la qualità della vita e di ridurre il rischio di perdita dell'autosufficienza. Le patologie d'organo più frequentemente riscontrate negli ultrasettantenni sono così distribuite:

  • malattie cardiovascolari 41 %

  • malattie respiratorie 11 %

  • malattie gastrointestinali 9 %

  • neoplasie 8 %

  • malattie osteomuscolari 3 %

  • emopatie 2 %

  • altre malattie 26 %

 

2.  QUADRO CLINICO: diversità nella sintomatologia di esordio e nel decorso delle malattie rispetto alle espressioni cliniche abituali nelle altre età della vita. Frequente assenza del dolore in patologie che usualmente esordiscono con dolore acuto (ridotta capacità di discriminazione e di elaborazione superiore delle sensazioni algiche, ed anche concomitante neuropatia autonomica). Anche l’esordio ed il quadro clinico delle malattie infettive possono essere atipiche e presentare qualche difficoltà al loro riconoscimento.

 

3.  Particolare frequenza e gravità delle COMPLICANZE: questo aspetto comprende in un unico meccanismo patogenetico anche le differenze di esordio, decorso ed evoluzione delle malattie, già ricordate nel precedente paragrafo. Tali caratteristiche cliniche possono essere schematicamente indicate in una triade costituita da:

  • facilità agli scompensi d’organo e metabolici

  • frequente comparsa di emergenze cliniche definite come “scompensi a cascata”

  • facilità all’insorgenza di circoli viziosi

Il meccanismo fisiopatologico di questi particolari aspetti clinici è riconducibile alla ridotta capacità omeostatica dell’organismo senile.

 

4.   PATOLOGIA IATROGENICA. Frequente insorgenza nell’anziano di patologia iatrogenica, che può essere distinta in danno farmacodipendente e danno non farmacodipendente.

         Danno farmacodipendente in relazione a:

  • meccanismi di tipo allergico

  • meccanismi di tipo non allergico

  • modificazioni senili della farmacocinetica e della farmacodinamica

  • precarietà senile della omeostasi

  • multipatologia cronica e contemporanea somministrazione di molti farmaci

  • prolungata somministrazione di farmaci

Danno non farmacodipendente in relazione a:

  • effetti psicologici negativi del distacco dall’ambiente familiare per il ricovero ospedaliero

  • procedure diagnostiche invasive

  • errori ed omissioni nella strategia assistenziale e nella condotta terapeutica non farmacologica (immobilizzazione prolungata e incuria nei riguardi del rischio incombente di patologia ipocinetica nella fase acuta della malattia; non tempestiva adozione delle pratiche di mobilizzazione attiva e di fisioterapia nelle fasi successive)

5.   PERDITA DELLA AUTOSUFFICIENZA: la tendenza all’invalidità permanente e la perdita dell’autosufficienza scaturiscono in gran parte non solo dal tipo di patologia cronica e degenerativa che colpisce l’anziano e dall’importanza degli organi che ne sono colpiti (sistema nervoso centrale in primo luogo e poi sistema ostoarticolare, sistema cardiovascolare e sistema respiratorio), ma anche, e spesso in misura determinante, da trattamenti insufficienti, inadeguati o erronei, sia di ordine farmacologico sia non farmacologico; tra questi ultimi fattori vanno ancora una volta ricordate le strutture insufficienti e inadeguate, la scarsa preparazione del personale, la mancanza di strutture riabilitative, un errato approccio psicologico.

 

6.    Commistione tra problemi MEDICI, PSICOLOGICI e SOCIALI: va sottolineata la necessità di un approccio globale al paziente anziano che, senza privilegiare uno di questi tre diversi momenti, non ne trascuri però nessuno e soprattutto non ne sottovaluti il ruolo, l’importanza e la possibile interferenza reciproca. Va a questo proposito tenuto presente che i rapporti tra ambiente, condizione familiare e socio-economica, psiche, turbe mentali e comportamentali sono così stretti che una ridotta stimolazione ambientale può favorire in un soggetto anziano l’insorgenza di un circolo vizioso, che attraverso una riduzione del metabolismo neuronale determina la comparsa di una insufficienza cerebrale e come risultato finale conduce all’isolamento e all’emarginazione definitiva dell’anziano. Questa riflessione è utile anche per sottolineare come la valutazione del paziente anziano debba essere sempre globale, dal momento che il medico geriatra deve interessarsi non solo dell’aspetto biologico, ma anche di quello psicologico e sociale del paziente, specie se avanti negli anni.

 

Per la diagnosi e la terapia della demenza senile tipo Alzheimer sono state attivate presso gli ambulatori di Neurologia e di Geriatria dei principali Ospedali cittadini le cosiddette Unità di Valutazione Alzheimer (U.V.A.). Tali centri sono gli unici autorizzati a prescrivere gratuitamente i nuovi farmaci per la terapia dell'Alzheimer in fase iniziale (Donepezil, Rivastigmina)

Presso la Clinica Geriatrica dell'Università di Genova, Viale Benedetto XV n. 6, tel. 010-353.7536 (D.H. di Gerontologia).

ALTRE STRUTTURE ABILITATE U.V.A.: Osp. S.Martino, Clinica Neurologica - Osp. Galliera, Divisione Neurologia e Divisione Geriatria - Osp. S.P.D'arena, Rep. Neurologia - Osp. Micone di Sestri P., Rep. Neurologia

Nella nostra USL il Servizio Geriatrico (Unità Operativa Anziani ASL 3 Genovese) opera insieme al Medico di Medicina Generale per cure domiciliari di tipo medico-infermieristico-riabilitativo al fine di poter più velocemente superare una eventuale patologia in fase post-acuta nell'ambito della propria abitazione (home-care).

Qualche link su argomenti molto pratici per gli ANZIANI:

1) http://www.usl12.toscana.it/carta_servizi/giornale/giornale0302/html/caduteanziano.htm 

2) http://www.dietamed.it/ali_dieta/alimentazione/alimentazione_geriatria.html 

3) http://www.studiovega.it/Pubblicazioni/IT/Lafamigliadellanziano_dett.htm 

4) http://www.riabilitazioneoggi.com 

5) http://www.aging.cnr.it/gifa.htm 

I PIU' PERTINENTI SONO 1,2,5 MA COMUNQUE VANNO TUTTI BENE (NON TROPPO

SPECIALISTICI)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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