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Reductil*
(Knoll), Ectiva* (Bracco) e Reduxade* (Abbott). Sono questi i tre farmaci
contro l’obesità che si riaffacciano sul mercato dopo lo
stop deciso, lo scorso marzo, dalla Commissione
unica del farmaco. E la vendita potrà avvenire non appena le
aziende si adegueranno aggiornando i
foglietti illustrativi corretti. Ma accanto alle nuove regole per
la prescrizione anche i pazienti
che assumeranno i farmaci, dovranno riempire un "diario",
annotando peso, pressione arteriosa e frequenza cardiaca ogni due
settimane. In particolare le aziende produttrici dovranno 'correggere' i
foglietti illustrativi, modificando il riassunto delle caratteristiche del
prodotto ed evidenziando la necessità che queste pillole anti-obesità
vengano assunte con particolare cautela in pazienti con glaucoma e
pressione oculare elevata. Il 'diario' non e' che una delle novità.
Le altre riguardano il medico prescrittore: infatti potranno essere
solo
cardiologi, diabetologi, endocrinologi e specialisti in medicina interna e
scienza dell'alimentazione. Anche questa volta il medico di famiglia, che
sicuramente più di ogni altro conosce il proprio paziente, non potrà invece
prescrivere il farmaco. Ma perché
succedono queste assurdità tutte italiane? Perché la categoria
medica
dei medici di medicina generale non si ribella?
Non serve forse una laurea
per fare il medico di medicina generale?
Perché allora
non può essere prescritto un farmaco che si vende nelle farmacie?
E’ un assordo
oltre che un abuso da parte di burocrati che contribuiscono, anche in
questo caso, a sminuire la figura della professione medica.
I
farmaci, comunque, sono in fascia C e a totale carico del cittadino.
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