Anno III - n°19 - 02.08.2005 Pagine Nazionali

   


Bagnanti: attenzione al’otite


Otite in agguato per gli amanti di mare, piscina, tuffi e immersioni. Il 15% dei bagnanti, infatti, finisce per rovinarsi gli attesi e sospirati giorni di vacanza a causa del mal d'orecchi. E così, se d'inverno le otiti rappresentano 'solo' il 10-20% delle patologie che affliggono chi si reca dall'otorinolaringoiatra, nella bella stagione la percentuale sale ben oltre il 50%.
Niente paura, tuttavia, per gli amanti dell'acqua: non è richiesta nessuna rinuncia al gusto di un bagno in mare o in piscina, prestando le dovute attenzioni per 'difendere' i nostri orecchi. Parola d'esperto, ovvero di Giancarlo Cianfrone, presidente dell'Associazione italiana per la ricerca sulla sordità (Airs) e docente di audiologia all'università 'La Sapienza' di Roma. ''Innanzitutto, il mare è preferibile alla piscina- spiega l'esperto - sempre che si scelga un tratto di costa pulito. In piscina, infatti, c'è una più alta densità batterica e salgono i rischi di otiti esterne, cioe' di infezioni che interessano la parte cutanea dell'orecchio fino a raggiungere la membrana del timpano''. 'Sotto accusa' anche docce e shampoo troppo frequenti tra il popolo della spiaggia, ''perchè si crea un ambiente umido nell'orecchio - spiega Cianfrone - che favorisce la macerazione della cute e l'insorgere dell'otite''.
'Cartellino rosso', poi, per i bastoncini di cotone. ''Se infilarli negli orecchi è sempre pericoloso - puntualizza l'esperto - lo è molto di più in estate, quando le infezioni sono in agguato e i bastoncini finiscono per rendere l'orecchio ancor più sensibile''. Evitare, inoltre, di restare troppo a lungo in acqua, mentre un vero e proprio divieto si impone agli irriducibili dei tuffi in acqua.
''Tuffarsi di continuo - spiega Cianfrone - mette seriamente a rischio i nostri orecchi, aumentando il rischio di otiti medie o timpaniche, patologie che si creano per l'ingresso a pressione dell'acqua, o a causa degli sbalzi di pressione dell'ambiente marino''. Altra categoria a rischio, infatti, è quella dei subacquei, gli amanti dei fondi marini. ''Quando non si compensa bene perchè alle prime armi - sottolinea Cianfrone - o quando si ha un semplice raffreddore, si è a rischio di barotraumi che innescano otiti medie. Ecco perchè - raccomanda l'esperto - prima di intraprendere questo sport sarebbe meglio una visita specialistica. E' infatti possibile identificare una predisposizione all'otite e adottare le dovute precauzioni''. Attenzione, infine, alle infezioni da funghi, le cosiddette otomicosi. ''Si contraggono soprattutto in piscina - conclude Cianfrone - e vanno curate con attenzione perchè possono cronicizzarsi. Non vanno infatti trattate con gli antibiotici che vengono usualmente prescritti per la cura di una semplice otite, ma con antibiotici 'ad hoc'''.






 


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