Anno III - n°19 - 02.08.2005 Pagine Nazionali

   


L'autopalpazione serve anche a lui


Aldo Franco de Rose* - Salute Repubblica

Secondo le raccomandazioni del National Cancer Institute l'autopalpazione del testicolo deve essere effettuata dopo una doccia o un bagno caldo in modo che lo scroto sia completamente rilasciato.
La prima cosa da fare è porsi davanti ad uno specchio, in piedi e verificare che non siano presenti dei rigonfiamenti. Questi non dipendono mai da cause testicolari: può trattarsi di una raccolta di liquido nella cavità vaginale del testicolo (idrocele), di una dilatazione delle vene del funicolo spermatico (varicocele) o di ernia inguinale che ha raggiunto lo scroto (evento molto raro nel giovane). Inoltre un testicolo più basso rispetto all'altro non deve destare alcuna preoccupazione: si tratta di una condizione di assoluta normalità.
Il testicolo va esaminato con entrambe le mani, mettendo indice e medio nella zona inferiore e pollice in quella superiore. Un delicato movimento rotatorio e inizialmente superficiale consentirà di esplorarne la superficie esterna che, in condizione di normalità, si presenta liscia, uniforme e di consistenza teso-elastica. La presenza di una formazione sospetta verrà percepita come una irregolarità della superficie, aderente e non spostabile rispetto al piano sottostante, rimanendo fissa al testicolo.
L'esplorazione va quindi continuata nella stessa posizione di prima ma esercitando una modesta pressione; in questo modo si potranno ottenere delle informazioni sulle condizioni più interne al testicolo avendo la possibilità di percepire, se presente, anche un eventuale nodulo, situato all'interno del parenchima testicolare.
Esso potrà avere la grandezza di un pisello o addirittura di una piccola nocciola e risultare più duro rispetto al restante tessuto. Si ricorda che l'autopalpazione, quando effettuata in modo delicato, non determina dolore. Infine non bisogna allarmarsi se un testicolo, complessivamente, risulta un po' più grosso dell'altro. Le sue dimensioni normali possono variare dai 4 a 5 cm di lunghezza.
Però attenzione. Un elemento di normalità che è sempre opportuno considerare, è la presenza dell'epidimio; esso è situato dietro e lateralmente al testicolo dall'alto in basso e si presenta come una struttura morbida tubulare: l'epidimio può risultare dolorabile quando si tocca in quanto spesso è sede di infiammazioni (epididimite):a volte nel suo contesto si possono apprezzare delle formazioni tondeggianti, non dure, che variano da pochi millimetri a qualche centimetro, simulando anche a volte un testicolo soprannumerario: si tratta di semplici cisti. L'autopalpazione andrebbe sempre eseguita dopo i quindici anni, una volta al mese, in modo da individuare qualsiasi formazione sospetta, nelle fasi iniziali


GLI ESAMI UTILI
Per la diagnosi del tumore del testicolo sono necessari l'ecografia dello scroto e il dosaggio di alcuni marcatori tumorali: alfa-fetoproteina e beta-HCG. Dopo la conferma sarà necessario asportare il testicolo per esaminare il tumore nella sua estensione locale e verificare mediante TAC se le cellule tumorali si sono diffuse ad altre parti dell'organismo. Ciò è importante per la scelta del trattamento, che viene comunque dettato anche dal tipo di tumore: seminomatoso o non seminomatoso. I primi sono circa la metà dei casi e derivano dalla trasformazione maligna delle cellule germinali, che danno origine agli spermatozoi (esistono anche forme germinali miste). Gli altri, i non seminomi, includono quattro differenti forme: i carcinomi embrionali, i coriocarcinomi, i teratomi, e i tumori del sacco vitellino. Per questi ultimi necessita un ulteriore intervento: l'asportazione dei linfonodi aortici e cavali.


*Specialista Urologo e Andrologo, Ospedale San Martino, Genova






 


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