Anno II - n°17 - 28.04.2005 Pagine Nazionali

   


Ecco la dose minima che previene l'infarto


Francesco Violi - Salute Repubblica
Prima di esporre la nostra ricerca, è bene ricordare che la placca arterosclerotica si forma anche perché nella parete dell'arteria il colesterolo subisce una ossidazione che ne favorisce il deposito. Ciò spiega come mai alimentazioni, tipo quella mediterranea, ricca di antiossidanti, riducano in maniera evidente la recidiva dell'infarto, per citare uno dei tanti effetti benefici dimostrati.
Per studiare l'effetto antiossidante del vino il nostro gruppo ha fatto assumere due bicchieri di vino rosso o bianco a 20 soggetti apparentemente sani per una durata di 15 giorni. I due tipi di vino con un duplice scopo: valutare se entrambi i tipi di vino hanno un effetto antiossidante e vedere se c'è una differenza, nella capacità antiossidante, tra vino rosso e bianco.
Il potere antiossidante del vino dipende infatti dal suo contenuto in polifenoli ed è, ormai, ben consolidato il fatto che il contenuto di polifenoli è 10 volte maggiore nel rosso che nel bianco.
Questa ricerca, in parte già pubblicata, ha dimostrato che entrambi i vini hanno effetto antiossidante, con un vantaggio molto piccolo a favore del rosso. Inoltre, si è osservato che entrambi aumentano la concentrazione di polifenoli nel sangue, con livelli comunque più elevati dopo vino rosso. Questi dati portano a pensare che, in soggetti sani, sia il vino rosso che il bianco, hanno effetti potenzialmente benefici sulla evoluzione dell'aterosclerosi. Il passo successivo è stato valutare la concentrazione dei polifenoli dei due tipi di vino sperimentati. Il rosso aveva 1,7 grammi per litro di polifenoli, il bianco molto meno, 0,25 grammi per litro. Quantità che può essere considerata la "dose minima efficace" visto che il bianco aveva comunque un effetto anti-ossidante.
Grazie a questo tipo di informazione si è potuti passare ad una ricerca, commissionata dalla Regione Lazio, per determinare i polifenoli di una trentina di vini rossi e bianchi prodotti nella regione. Il contenuto in polifenoli dei rossi è molto buono: in maggioranza superano il rosso usato nella ricerca precedente. Nei vini bianchi, invece, il contenuto in polifenoli è risultato spesso inferiore al nostro bianco di riferimento. Questi risultati sono utili se si vuole pensare al vino anche come componente salutistico della dieta mediterranea: trovare gli strumenti per aumentarne il suo contenuto in polifenoli potrebbe rappresentare un obiettivo futuro per aumentare le capacità della dieta mediterranea di prevenire malattie cardiovascolari.


* Direttore Clinica Medica IV Univ. La Sapienza, Roma
 






 


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