Anno II - n°17 - 08.04.2005 Pagine Nazionali

   


Vaccini: in dirittura d'arrivo primo contro malattia sessuale


Sono positivi i risultati della sperimentazione del primo vaccino contro una malattia sessualmente trasmissibile. In dirittura d'arrivo, visto che dovrebbe essere disponibile nel giro di 15-20 mesi, il vaccino protegge dai condilomi, l'infezione più trasmessa e diffusa al mondo. E previene anche i tumori del collo dell'utero. In entrambi i casi il responsabile e' il Papilloma Virus umano (HPV), che e' responsabile anche di altri tipi di cancro, per esempio alla laringe.
I dati preliminari del programma di sviluppo del vaccino, sperimentato su migliaia di donna sane fra i 16 e i 23 anni in tutto il mondo, sono stati presentati oggi al Congresso 'Human Papilloma Virus', in corso all'Istituto Regina Elena di Roma. La struttura capitolina e' capofila dello studio 'Future' in Italia, insieme al Pascale di Napoli, al S. Andrea di Roma, ai centri di Brescia e Palermo. Il bersaglio del vaccino e' il HPV, virus con cui viene a contatto il 70% della popolazione attraverso rapporti sessuali. L'obiettivo e' proteggere i giovanissimi, che andrebbero vaccinati prima del primo rapporto sessuale.
Il cocktail vaccinale arrivato ormai alla terza fase di sperimentazione ''contiene sia i genotipi HPV a maggior rischio di tumore - spiega Luciano Mariani, responsabile della ricerca all'Ire - sia quelli responsabili della condilomatosi, la malattia a trasmissione sessuale più diffusa al mondo''. Secondo i primi dati, il vaccino dà una risposta immunitaria 40-60 volte maggiore di quella naturale, una protezione vaccinale del 100% e nessuna reazione avversa.
Bisogna ancora valutare la durata della copertura immunitaria garantita. Una volta ottenuti dati più certi, afferma Sergio Pecorelli, responsabile del gruppo di lavoro sulla prevenzione del cervico-carcinoma del Ministero della Salute, si potrebbe pensare a programmi di vaccinazione anti-HPV alla nascita, con successivi richiami, come avviene adesso per il morbillo o altre malattie. In questo caso, avvertono gli esperti, bisognerebbe vincere la riluttanza dei genitori, poco pronti a vaccinare i propri figli contro una malattia a trasmissione sessuale. Il papilloma virus (HPV) e' causa del tumore del collo dell'utero: sono 3.500 i casi l'anno in Italia, soprattutto giovani, con una mortalita' del 37%. Mortalita' che arriva all'80-90% nei Paesi in via di sviluppo. ''I dati dello studio Future - sottolinea Francesco Cognetti, direttore scientifico del Regina Elena - forniscono una speranza concreta di sconfiggere definitivamente questo tumore che colpisce 500-900 mila donne nel mondo''.





 


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