Anno II - n°17 - 08.04.2005 Pagine Nazionali

   


Aspetti della sessualita’ nel paziente stomizzato


Annalisa Pistuddi - Psicologa e Psicoterapeuta Clinica Urologica Ospedale San Giuseppe, Università di Milano
Il confezionamento di una stomia modifica l’immagine corporea del paziente, il suo equilibrio psicologico (presenza visibile della malattia, perdita del controllo sfinterico, riduzione dell’autostima, difficoltà nelle relazioni interpersonali), la sua sessualità (disfunzione erettile chirurgica e psicologica, modifiche nel ruolo di partner).
Anche il partner del paziente stomizzato vive in prima persona la stomia e i suoi problemi di impatto corporeo.
I principali ostacoli che si frappongono nella coppia possono riconoscersi in alterazioni nell’erotismo, modifiche nei ruoli sessuali e di coppia e una altro importante fattore che interviene nella relazione, la gestione fisica della stomia.
I principali presupposti per una buona riabilitazione devono tenere conto di differenti varaibili: l’ambiente del paziente è molto importante (famiglia, amici, lavoro, cultura) per il risultato della riabilitazione.
Restituire la soddisfazione sessuale conduce il paziente ad una normalità e una identità recuperata (fisica, psicologica e nel ruolo di partner sessuale), una buona relazione sessuale è, insieme alle altre terapie mediche, capace di costruire un positivo feedback per la salute psicologica e fisica.
Il modo di affrontare la malattia da parte del paziente è centrato sul significato che egli attribuisce ad un evento così traumatico come il tumore e la sua modalità di far fronte agli eventi stressanti della vita viene rimessa in gioco in un momento così delicato. Il significato attribuito alla malattia e la modalità individuale di reagirvi sono fattori determinanti nell’influenzare la reazione psicologica e la qualità della vita dopo la diagnosi, oltre all’aderenza del paziente ai trattamenti antitumorali.
Una diagnosi di tumore, con le conseguenze che comporta, rompe il delicato equilibrio della vita sessuale, è normale che il desiderio si attenui o si spenga, l’attenzione e il coivolgimento sono diretti altrove.
Le ragioni non sono solo psicologiche ma anche fisiche. Per molti pazienti l’intervento chirurgico, gli effetti collaterali di alcuni trattamenti, eventuali cambiamenti di peso o di immagine fisica, come nel confezionamento di una stomia, possono causare, non solo disagio al solo pensiero di essere coinvolti in un rapporto sessuale, ma anche cambiamenti nella risposta sessuale sia fisica che psicologica, sia nell’uomo che nella donna.
Le tecniche chirurgiche nerve-sparing, che rispettano le strutture nervose, permettono di ridurre in modo considerevole le complicanze uro-genitali preservando le funzioni di questi organi.
Attualmente, per i pazienti sottoposti a chirurgia nerve-sparing dei tumori del retto, la perdita dell’eiaculazione e i problemi di erezione sono ridotte rispetto al passato.
Disfunzioni della sessualità, come riduzione dei rapporti, minore piacere, disturbi dell’erezione, del desiderio e di lubrificazione nelle donne, tendono a essere presenti indipendentemente dalla sede del tumore, in circa il 30% dei casi, anche a distanza di tempo dalla diagnosi e dall’intervento. Le difficoltà maggiori nella ripresa di relazioni intime soddisfacenti pare si siano rilevate in pazienti colonstomizzati, laringectomizzati e con tumori facciali.
E’ importante per la coppia comprendere che il tumore colpisce l’intero senso di sé e che il senso di sé integro è essenziale per l’intesa sessuale. Ci sono casi in cui, superata la crisi, si ristabilisce l’intesa di coppia e diviene anche più intensa. Anche il manifestare i propri sentimenti o il bisogno di rassicurazione, di aiuto, di vicinanza fisica può alleviare la sensazione di sconforto e di inadeguatezza e permette di evitare atteggiamenti difensivi di chiusura che rendono maggiore la sofferenza interiore.
Una malattia che può mettere a rischio la vita amplifica nel paziente il bisogno di rapporti autentici con gli altri. Il timore che una persona possa disperarsi e il fatto di sentirsi impreparati a farsi carico di questi sentimenti sono alcuni dei motivi che fanno sentire in difficoltà gli operatori sanitari che devono confrontarsi con le difficoltà e le angosce relative alla propria vulnerabilità.
Il ruolo dei medici e degli infermieri è considerato importantissimo nel fornire un supporto psicologico al paziente. A volte semplici interventi di chiarimento e di rassicurazione sugli aspetti relativi all’intervento chirurgico possono ridurre la comparsa di sintomi di sofferenza psicologica, strategie di organizzazione di percorsi per il paziente dopo l’intervento e comunicazioni efficaci circa indicazioni su dove e a chi rivolgersi possono evitare al malato un senso di abbandono.
Di fronte a situazioni complesse caratterizzate da quadri depressivi, problemi relazionali e sessuali radicati, ansia intensa e angoscia, gli interventi di counseling devono essere integrati da percorsi psicoterapeutici e psicofarmacologici effettuati da specialisti.
Il paziente, in questi casi, va aiutato a trovare la motivazione a intraprendere un trattamento specialistico, aiuto che può essere attivato e favorito dalle figure dei chirurghi specialisti e del medico curante e anche dall’infermiere di fiducia che lo ha seguito per la gestione della stomia dopo l’intervento.
 





 


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