Anno II - n°17 - 08.04.2005 Pagine Nazionali

   


Sclerosi multipla, scoperti altri 79 geni


Elvira Naselli - Salute Reubblica - 31 marzo 2005
Ancora dodici mesi, un solo anno, e conosceremo tutti i geni coinvolti nella Sclerosi Multipla. Ma già adesso, a circa metà dell'impresa, il clima è elettrizzante. Lo scenario è il Serono Genetics Institute di Evry, cittadina a una trentina di chilometri da Parigi, dove gli scienziati della terza maggiore società di biotecnologie, la Serono appunto, annunciano d'aver già individuato 80 geni coinvolti nella malattia, confermando anche la sua forte componente neurodegenerativa.
"Un progresso importantissimo ed emozionante", spiega il professor Daniel Cohen, scienziato di fama oltre che vicepresidente del gruppo e direttore mondiale della divisione genetica, "che ci ha consentito, studiando il 40 per cento del genoma di 1800 persone, 900 sane e altrettante malate, di individuare in un tempo relativamente breve 79 nuovi geni (altri 7 sono stati già scoperti ma in 20 anni di ricerche). Entro il 2006 completeremo il primo registro dei geni della Sclerosi Multipla e saremo in grado di studiare farmaci più efficaci, più a misura di malato e, soprattutto, studiati sull'uomo e non sugli animali. È un obiettivo esaltante, e credo che la strada genetica sia l'unica percorribile".
Lo studio viene condotto contemporaneamente in Francia, Svezia e Stati Uniti, con un campione prevalentemente femminile (due terzi), perché la malattia colpisce molto più frequentemente le donne in giovane età. Ma quanti saranno alla fine i geni coinvolti nella malattia? "E' difficile ipotizzarlo", premette il dottor Hadi Abderrahim, giovane direttore del settore genetico del Serono Genetics Institute, nel corso della visita al laboratorio, dove i grandi computer e i microchip di ultima generazione continuano ad affiancare i ricercatori con le pipette, "potrebbero essere il doppio ma anche meno, non abbiamo individuato una sequenza e non sappiamo come sono disposti i geni. Sappiamo però come cercarli, e cioè scansionando e analizzando l'intero genoma degli individui sani e dei malati, nelle stesse condizioni. Cosa oggi relativamente facile grazie all'enorme capacità di calcolo e di analisi dei computer. E alla loro velocità".
Il passaggio successivo, quello atteso dai pazienti di tutto il mondo, è naturalmente la messa a punto di farmaci più efficaci per una malattia cronica altamente invalidante e con elevati costi sociali. Una malattia spesso silente per lunghi periodi ma che progredisce, pur in assenza di sintomi, continuando ad attaccare il sistema nervoso.
"La MS (Multiple Sclerosis) allo stadio iniziale può essere diversa da malato a malato ma agli ultimi stadi la disabilità è comune", spiega il professor Jan Hillert, direttore della divisione di Neurologia del Karolinska Institutet di Stoccolma, che ospita uno dei più avanzati centri sulla MS. "Abbiamo un grande bisogno di farmaci con meno effetti collaterali", conclude, "possibilmente non iniettabili ma in pillole e con un'efficacia maggiore. La strada della genetica consentirà trattamenti innovativi in un futuro non troppo lontano".
 





 


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