Anno II - n°17 - 24.05.2005 Pagine Nazionali

   


Osteoporosi: scoperto possibile legame con marijuana


Ossa a rischio per chi fuma marijuana. Secondo uno studio inglese sui topi, consumarne troppa potrebbe favorire l'osteoporosi. Dalla ricerca - pubblicata su 'Nature Medicine' - risulta che i due recettori CB1 e CB2, ai quali si lega il principio attivo della canava tetraidrocannabinolo (THC), stimolano il riassorbimento del tessuto osseo rendendo lo scheletro piu' fragile. Al contrario, l'inattivazione dei due recettori lo rafforzerebbe. E nelle topoline prive di ovaie (un modello sperimentale dell'osteoporosi che colpisce le donne in menopausa) questa inibizione previene del tutto la perdita di sostanza ossea.
''E' possibile che l'abuso di marijuana, cha attiva i recettori CB1 e CB2, indebolisca le ossa e predisponga all'osteoporosi'', spiega l'autore Stuart H. Ralston, dell'University of Aberdeen. Invece, suggerisce, ''composti che impediscono il funzionamento di questi recettori potrebbero fornire nuove 'armi' per combattere l'osteoporosi associata all'invecchiamento e alla menopausa''.
Gli esperimenti in provetta hanno rivelato che composti antagonisti in grado di inibire il funzionamento dei recettori CB1 e CB2 per i cannabinoidi - piu' precisamente l'AM251, lo SR144528 e l'AM630 - riescono ad aumentare la massa ossea perche' attivano la morte per apoptosi degli osteoclasti, le cellule che 'rosicchiano' le ossa.
Analisi piu' approfondite hanno poi permesso di determinare che l'inibizione di questi recettori blocca anche la produzione dei fattori di crescita da cui dipende la sopravvivenza degli osteoclasti. Al contrario, i cannabinoidi prodotti dall'organismo, come l'anandamide, o quelli sintetici come il CP55940 fanno diventare piu' numerosi gli osteoclasti e stimolano il riassorbimento osseo. Infine, le osservazioni nei topi hanno indicato che gli antagonisti dei recettori CB promuovono un aumento della densita' ossa e, nelle femmine prive di ovaie, riescono a prevenire completamente l'osteoporosi scatenata dalla diminuzione degli estrogeni. (Red-Pac/Adnkronos Salute)
 





 


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