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Anno II - n°17 - 08.04.2005 Pagine Nazionali
Emicrania e rischio di ictus Prof. Massimo Del Sette -
Dipartimento di Neuroscienze, Oftalmologia e Genetica -
Università di Genova
L’ emicrania è un particolare tipo di cefalea, caratterizzata da crisi dolorose,
che colpiscono spesso una metà del cranio o della faccia, con dolore pulsante e
intenso, frequentemente associato a percezione intensamente fastidiosa di luce,
rumori e odori, a nausea e talora vomito. Le crisi hanno frequenza variabile, e
possono talvolta essere scatenate da particolari attività, come sforzo fisico,
ingestione di particolari alimenti, periodo mestruale.Si distinguono due tipi di emicrania, con e senza aura. L’aura è rappresentata da sintomi che precedono il dolore al capo, per lo più disturbi visivi (percezione di visioni luminose da un lato del campo visivo) oppure formicolii, difficoltà di espressione, riduzione della forza ad un arto. Nella forma senza aura non vi è la presenza di tali sintomi premonitori della cefalea. Recentemente l’emicrania, specie la forma con aura, è stata associata ad un lieve aumento di probabilità di andare incontro ad un ictus cerebrale. Il rischio di ictus è circa il doppio dei soggetti non emicranici, ma nel complesso resta comunque un rischio basso, poiché nella fascia di età dei soggetti con emicrania il rischio di ictus è scarsamente rilevante; inoltre, il rischio cerebrovascolare riguarda soprattutto il sesso femminile e le persone che associano all’emicrania il fumo di sigaretta e l’uso di contraccettivo orale. Nel 1998 è stata descritta nei soggetti con emicrania con aura la frequente presenza di un piccolo foro cardiaco, tra l’atrio destro ed il sinistro, normalmente aperto durante la vita intrauterina, ma che si chiude alla nascita nell’ 80% circa dei soggetti. La persistenza di tale comunicazione tra circolazione venosa e arteriosa (forame ovale) potrebbe essere una delle cause non solo delle crisi emicraniche ma anche dell’aumentato rischio di problemi cerebrovascolari. Questa ipotesi però non è ancora stata dimostrata e verificata da opportuni studi clinici: vi è solo qualche aneddotica descrizione di soggetti emicranici che, dopo avere effettuato un intervento di chiusura del forame ovale (intervento cui sono stati sottoposti per specifiche indicazioni cardiologiche o neurologiche, indipendentemente dal fatto di essere emicranici) hanno riportato una riduzione del numero e della frequenza delle crisi emicraniche. Queste recenti informazioni hanno suscitato un grande interesse non solo della comunità scientifica, ma anche dei soggetti emicranici, e sono attualmente in corso degli studi mirati a chiarire il rapporto tra emicrania e difetto cardiaco. In attesa del risultato di tali indagini scientifiche, il consiglio pratico per i soggetti affetti da emicrania, soprattutto se nella variante con aura, è di effettuare un’ approfondita valutazione dei possibili fattori di rischio aggiuntivi per ictus cerebrale, come il fumo, il contraccettivo orale, la presenza di tendenza alla coagulazione eccessiva del sangue ed infine la ricerca della presenza di pervietà del forame ovale cardiaco. Tale ricerca può essere effettuata in prima istanza con un esame poco fastidioso, il Doppler transcranico. Tale esame non invasivo, che prevede l’uso di ultrasuoni, riesce a visualizzare il sangue che scorre all’interno delle arterie cerebrali. Iniettando endovena una piccola quantità di liquido inerte (soluzione fisiologica) miscelata con pochissima aria ambientale, in caso di pervietà del forame ovale cardiaco il Doppler transcranico consente di rilevare il passaggio di bollicine di aria nelle arterie cerebrali. L’indagine è priva di rischio, e rappresenta un test di prima effettuazione, utile per programmare eventuali ulteriori accertamenti, qualora necessari e quindi fornire i più adeguati consigli al fine di ridurre il rischio di andare incontro ad un ictus cerebrale. Queste pagine sfruttano standard
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