Anno II - n°17 - 19.04.2005 Pagine Nazionali

   


Cancro seno: 80% malate italiane guarisce, ma nuovi farmaci troppo cari


Genova - Di cancro al seno in Italia si muore sempre meno, ma curarsi costa sempre di piu'. Oggi 8 malate su 10 riescono a vincere il tumore e 9 su 10 evitano le mutilazioni di un tempo. Integrando prevenzione, chirurgia soft, radioterapia e farmaci intelligenti, quasi tutte possono risolvere il problema in soli due giorni d'ospedale. Ma i nuovi medicinali ormonoterapici, indispensabili alla guarigione della maggior parte delle pazienti, hanno prezzi 15 volte superiori al 'vecchio' tamoxifene. A lanciare l'allarme sono gli esperti dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), riuniti ai Magazzini del cotone di Genova per la X Conferenza nazionale della societa' scientifica.
''E' un problema che abbiamo sottolineato gia' in occasione dell'ultimo congresso Aiom di Bologna'', ha ricordato Marco Venturini, tesoriere della societa' e presidente del convegno genovese. ''Non abbiamo risposte - ha aggiunto - Sappiamo bene che la 'coperta' e' quella, ma da qualche parte va tirata''. Per trovare soluzioni, ''nel tentativo di razionalizzare l'uso dei farmaci ed evitare sprechi'', l'Aiom tende la mano a Regioni e ministero della Salute. ''Per la prima volta, e' notizia di pochi giorni fa, l'Aiom entra nella Commissione oncologica nazionale con il suo presidente, professor Roberto Labianca'', ha sottolineato Venturini. E dal capoluogo ligure l'associazione da' il via alle attivita' della Fondazione Aiom per la ricerca indipendente, guidata dai past president della societa' scientifica. L'obiettivo e' di raccogliere fondi per studi promossi da centri oncologici o liberi gruppi di specialisti.
''L'aumento più eclatante - ha continuato Venturini - riguarda il tumore al colon: gli anticorpi monoclonali costano anche 500 volte in più del vecchio fluorouracile''. Ma il problema non e' da sottovalutare nemmeno per il cancro al seno, se si pensa che ''i nuovi inibitori dell'aromatasi, ormonoterapici più efficaci e meglio tollerati, costano 6 euro alla compressa contro gli 0,45 euro del tamoxifene di riferimento''. E poichè ''si tratta di farmaci di prima scelta per la stragrande maggioranza delle pazienti (i tre quarti di quelle in post-menopausa, che sono il 75% del totale) è fondamentale cercare il modo di renderli disponibili alle malate''. Su questo, ''lavoreremo insieme all'Agenzia italiana per il farmaco (Aifa) - ha promesso Labianca - oltre che sulla necessità di migliorare l'informazione ai cittadini rendendola più chiara, trasparente, armonica, rassicurante e utile''.
Dalla X Conferenza Aiom, dedicata al 'Trattamento del carcinoma mammario iniziale: una storia italiana', arrivano tuttavia anche dati confortanti. Traguardi sottolineati in apertura di convegno ieri sera - con tre letture dei professori Umberto Veronesi, pioniere della chirurgia conservativa e direttore scientifico dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano, Luca Gianni dell'Istituto nazionale tumori (Int) di Milano, allievo del padre della moderna chemioterapia Gianni Bonadonna, e Angelo Raffaele Bianco dell'università Federico II di Napoli, primo a pubblicare uno studio su tamoxifene - e ben sintetizzati dagli ultimi numeri diffusi dall'International Agency for Research on Cancer (Iarc) di Lione, in Francia. Se dal 2000 al 2002 i nuovi casi di cancro al seno in Italia sono aumentati da 32.037 a 36.634 l'anno (collocando la penisola al quarto posto in Europa per incidenza della malattia dopo Germania, Francia e Regno Unito), le morti sono scese da 11.902 a 11.345 (ancora al quarto dato dopo Germania, Regno Unito e Francia).
Non solo. Un recente studio inglese pubblicato sul 'British Journal of Cancer', che ha confrontato la mortalità per tumore alla mammella in 5 Paesi europei tra cui l'Italia, ha dimostrato che i decessi nello Stivale (25 donne ogni 100 mila) sono superiori solo a quella della Svezia (23 su 100 mila), ma inferiori rispetto a Francia (27), Inghilterra (30) e Olanda (33). ''Risultati positivi - ha commentato Labianca oggi in conferenza stampa - che sintetizzano il valore della ricerca condotta in questi anni''. Oggi ''viviamo un momento magico - ha confermato Riccardo Rosso, direttore scientifico dell'Istituto nazionale per la ricerca sul cancro (Ist) di Genova e presidente del congresso - inimmaginabile solo 20 anni fa'', quando le guarigioni non superavano il 40% e le cure lasciavano segni indelebili.
'Cicatrici' che ai giorni nostri, almeno nella maggior parte dei casi, sono solo un ricordo. ''Dopo l'intervento la qualità di vita è buona'', ha continuato Labianca, evidenziando però la necessità di ''controlli specialistici costanti'' per monitorare gli effetti a lungo termine dei chemioterapici somministrati per debellare i tessuti malati sopravvissuti al bisturi. In generale l'invito degli esperti è a non abbassare la guardia. Il tumore al seno resta infatti la prima causa di morte fra le donne dai 35 ai 44 anni. Una malattia che, al di là dei successi, ''continua a destare molta preoccupazione le pazienti e le famiglie'', ha precisato il presidente Aiom. La parola d'ordine resta dunque prevenzione: stili di vita sani e test 'ad hoc'. Primo tra tutti la mammografia, ha puntualizzato Carmelo Iacono, segretario nazionale Aiom. ''E' anche grazie a questo esame che sono stati raggiunti tali risultati'', ha affermato, suggerendo la necessità di ''screening capillari e organizzati in tutte le regioni d'Italia''. (Opa/Adnkronos Salute)





 


Queste pagine sfruttano standard di programmazione avanzata , sebbene i contenuti sono visibili con tutti i browser, una grafica più piacevole è ottenibile con un browser attuale. Se leggete questo messaggio, avete salvato la pagina sul Vs. disco, oppure siete in Internet con un browser non attuale. Se lo desiderate potete scaricare gratuitamente un browser standard attuale adatto alla Vs. piattaforma dal sito http://webstandards.org/act/campaign/buc/

Stampa ottimizzata con standard avanzati