Ci sono vari modi per avvicinarsi ad una valutazione della propria sessualità:
tenere un diario della vita sessuale, fare una consultazione da un esperto,
usare questionari strutturati che ci permettano di realizzare, una prima,
parziale, oggettivazione del fenomeno. A livello informativo è importante
offrire la conoscenza degli strumenti sempre con una consapevolezza di fondo che
occorre relativizzare i risultati di un test "fai da te" perché crea una prima
scala di valutazione, lasciando da costruire cosa si può fare di utile. Potremmo
dire che il test somiglia ad una autodiagnosi rassicurante ma può essere anche
un oggetto di preoccupazione. In entrambi i casi può trasformarsi in un utile
strumento di riflessione, di dialogo e di cambiamento.
Di recente è stato presentato un questionario di valutazione del Quoziente
sessuale, rivolto ai maschi. Noi - in occasione di San Valentino - l'abbiamo
rivisitato con un test di valutazione più "antico", in uso all'Istituto
Internazionale di Sessuologia. In questo modo alle domande (differenziate)
possono rispondere anche le donne e le coppie. Ma vediamo come sono nati i due
diversi metodi.
L'indice
di soddisfazione
Walter Hudson ha elaborato un test (The Index of Sexual Satisfaction),
rivisitato in Italia da Cryteria, che è rivolto alle coppie. Si risponde in modo
rapido a 25 affermazioni collocando la propria valutazione in una scala di sette
possibilità rappresentate da: 1) mai, 2) di rado, 3) poche volte, 4) qualche
volta, 5) abbastanza spesso, 6) frequentemente, 7) sempre. Elaborando al
computer i dati ottenuti si giunge ad una valutazione che permette di ipotizzare
l'assenza di problemi, la presenza di un disagio al limite della norma, la
presenza diproblemi sessuali di rilievo clinico, l'esistenza di gravi problemi
nella sfera sessuale. Attraverso questo strumento, usato con la collaborazione
di un consulente sessuale come avviene all'Istituto, si riesce a restituire alle
persone che consultano una dimensione realistica del problema.
Lo scopo è di anticipare una consapevolezza, di integrare la raccolta
dell'anamnesi sessuale e di far misurare ai pazienti la dimensione del problema
portato in consultazione per poi affrontarlo insieme.
Il Quoziente
di soddisfazione
Al settimo Congresso di sessuologia clinica, a Londra, una sessuologa
brasiliana, Carmita Abdo, ha invece presentato un questionario per la
valutazione del Quoziente Sessuale (Q.S.). Entriamo così, anche per la
sessualità, nella tradizione del metodo valutativo, il capostipite è il
Quoziente Intellettivo (Q.I.) oggetto di aspre battaglie per la preoccupazione
che oggettivasse un unico modello di intelligenza. A questo si è aggiunto il
Q.E., Quoziente Emotivo, che indica la misurazione e la quantità di competenze
introspettive, intuitive e relazionali. Oggi possiamo ricorrere al Quoziente
Sessuale (Q.S.) per avere idee più chiare sulla propria performance.
Il questionario - che noi abbiamo integrato - originariamente si rivolge al
maschio e cerca di indagare la sintonia di coppia nella sessualità. Il test è
composto da 10 domande. Dalle risposte si ottiene un punteggio matematico per
valutare la qualità del sesso e verificare cosa il maschio pensa della partner e
della sessualità di coppia. Al centro le domande riferite alla capacità di
ottenere e mantenere una erezione, ma gli altri quesiti tendono a rendere
comprensibili le cause di una cattiva o buona sessualità con domande riferite
per esempio al sex appeal della partner, alla validità dei preliminari, alla
performance sessuale femminile. Sotto la lente della dottoressa Abdo sono state
osservate sia le cause organiche che psicologiche e relazionali del fallimento e
della mancanza di piacere nel rapporto. Un congresso medico che oggi si occupa
di sessuologia clinica, non può trascurare gli aspetti psicologici del deficit
sessuale maschile.
Il primo quesito della dottoressa brasiliana è riferito alla dimensione del
desiderio e del piacere di una ricerca sessuale. Il maschio viene poi guidato a
porsi degli interrogativi che inducono 4 tipi di riflessione:
1) la conoscenza della modalità attraverso la quale il sesso accade;
2) la presenza di libido e la competenza a stimolare il desiderio della partner;
3) la consapevolezza o ignoranza del significato dei preliminari scambiati
all'inizio dell'atto sessuale;
4) l'esistenza di circostanze facilitanti come essere stimolati fisicamente e
essere gratificati dal piacere della partner.
Compare questa attenzione significativa al piacere della partner: l'orgasmo
durante la penetrazione e l'anorgasmia femminile stanno diventando in modo
sempre più significativo indice dell'eccitazione e del piacere maschile. Il
maschio è il protagonista di questa indagine che noi abbiamo bilanciato con
domande con trasformate al femminile. Il risultato che possiamo ipotizzare è che
il maschio diventi consapevole dello stato di salute della sua sessualità, che
la donna trovi risposte costruttive e che la coppia attraverso il dialogo
migliori la propria sessualità.