Anno II - n°16 - 14.02.2005 Pagine Nazionali

   


Come va a letto?


Aldo De Rose - aldofrancoderose@clicmedicina.it

Roberta Giommi - Istituto Intern. Sessulogia

Ci sono vari modi per avvicinarsi ad una valutazione della propria sessualità: tenere un diario della vita sessuale, fare una consultazione da un esperto, usare questionari strutturati che ci permettano di realizzare, una prima, parziale, oggettivazione del fenomeno. A livello informativo è importante offrire la conoscenza degli strumenti sempre con una consapevolezza di fondo che occorre relativizzare i risultati di un test "fai da te" perché crea una prima scala di valutazione, lasciando da costruire cosa si può fare di utile. Potremmo dire che il test somiglia ad una autodiagnosi rassicurante ma può essere anche un oggetto di preoccupazione. In entrambi i casi può trasformarsi in un utile strumento di riflessione, di dialogo e di cambiamento.
Di recente è stato presentato un questionario di valutazione del Quoziente sessuale, rivolto ai maschi. Noi - in occasione di San Valentino - l'abbiamo rivisitato con un test di valutazione più "antico", in uso all'Istituto Internazionale di Sessuologia. In questo modo alle domande (differenziate) possono rispondere anche le donne e le coppie. Ma vediamo come sono nati i due diversi metodi.


L'indice di soddisfazione
Walter Hudson ha elaborato un test (The Index of Sexual Satisfaction), rivisitato in Italia da Cryteria, che è rivolto alle coppie. Si risponde in modo rapido a 25 affermazioni collocando la propria valutazione in una scala di sette possibilità rappresentate da: 1) mai, 2) di rado, 3) poche volte, 4) qualche volta, 5) abbastanza spesso, 6) frequentemente, 7) sempre. Elaborando al computer i dati ottenuti si giunge ad una valutazione che permette di ipotizzare l'assenza di problemi, la presenza di un disagio al limite della norma, la presenza diproblemi sessuali di rilievo clinico, l'esistenza di gravi problemi nella sfera sessuale. Attraverso questo strumento, usato con la collaborazione di un consulente sessuale come avviene all'Istituto, si riesce a restituire alle persone che consultano una dimensione realistica del problema.
Lo scopo è di anticipare una consapevolezza, di integrare la raccolta dell'anamnesi sessuale e di far misurare ai pazienti la dimensione del problema portato in consultazione per poi affrontarlo insieme.


Il Quoziente di soddisfazione
Al settimo Congresso di sessuologia clinica, a Londra, una sessuologa brasiliana, Carmita Abdo, ha invece presentato un questionario per la valutazione del Quoziente Sessuale (Q.S.). Entriamo così, anche per la sessualità, nella tradizione del metodo valutativo, il capostipite è il Quoziente Intellettivo (Q.I.) oggetto di aspre battaglie per la preoccupazione che oggettivasse un unico modello di intelligenza. A questo si è aggiunto il Q.E., Quoziente Emotivo, che indica la misurazione e la quantità di competenze introspettive, intuitive e relazionali. Oggi possiamo ricorrere al Quoziente Sessuale (Q.S.) per avere idee più chiare sulla propria performance.
Il questionario - che noi abbiamo integrato - originariamente si rivolge al maschio e cerca di indagare la sintonia di coppia nella sessualità. Il test è composto da 10 domande. Dalle risposte si ottiene un punteggio matematico per valutare la qualità del sesso e verificare cosa il maschio pensa della partner e della sessualità di coppia. Al centro le domande riferite alla capacità di ottenere e mantenere una erezione, ma gli altri quesiti tendono a rendere comprensibili le cause di una cattiva o buona sessualità con domande riferite per esempio al sex appeal della partner, alla validità dei preliminari, alla performance sessuale femminile. Sotto la lente della dottoressa Abdo sono state osservate sia le cause organiche che psicologiche e relazionali del fallimento e della mancanza di piacere nel rapporto. Un congresso medico che oggi si occupa di sessuologia clinica, non può trascurare gli aspetti psicologici del deficit sessuale maschile.
Il primo quesito della dottoressa brasiliana è riferito alla dimensione del desiderio e del piacere di una ricerca sessuale. Il maschio viene poi guidato a porsi degli interrogativi che inducono 4 tipi di riflessione:
1) la conoscenza della modalità attraverso la quale il sesso accade;
2) la presenza di libido e la competenza a stimolare il desiderio della partner;
3) la consapevolezza o ignoranza del significato dei preliminari scambiati all'inizio dell'atto sessuale;
4) l'esistenza di circostanze facilitanti come essere stimolati fisicamente e essere gratificati dal piacere della partner.
Compare questa attenzione significativa al piacere della partner: l'orgasmo durante la penetrazione e l'anorgasmia femminile stanno diventando in modo sempre più significativo indice dell'eccitazione e del piacere maschile. Il maschio è il protagonista di questa indagine che noi abbiamo bilanciato con domande con trasformate al femminile. Il risultato che possiamo ipotizzare è che il maschio diventi consapevole dello stato di salute della sua sessualità, che la donna trovi risposte costruttive e che la coppia attraverso il dialogo migliori la propria sessualità.

 






 


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