Anno II - n°16 - 04.04.2005 Pagine Nazionali

   


L’Eterno abbraccio del Papa alla Vita


Il mondo intero piange la morte del Santo Padre. Il Papa Buono, il Papa atleta, il Papa montanaro, i Papa degli ultimi, il Papa dell’Est, il Papa della Pace, il Papa dell’ecumenismo, il Papa dei Giovani, il Papa delle donne, un Papà per molti adulti, per i più giovani un dolce nonno saggio ed anche un importante punto di riferimento.
Ognuno di noi nel cuore porta il ‘’suo’’ Papa, ha un’immagine o un ricordo che lo lega strettamente a questa figura carismatica per i credenti e non. Uomo di portata eccezionale non solo a livello storico e politico ma anche umano, Karol Wojtyla ha saputo abbracciare la vita in tutta la sua interezza, in tutti i suoi aspetti spirituali e mondani. Ha saputo unire alla contemplazione filosofica l’impegno attivo; è stato il papa dei viaggi, dei segni, della comunicazione con tutti i mezzi oggi possibili, fino alla volontà di mostrare la propria salma in televisione.
E’ questo che fa di Giovanni Paolo II il Papa di tutti, che fa grande un uomo che ha saputo farsi piccolo e stare accanto agli ultimi, ai poveri, agli emarginati, ai malati. Ricordiamo il Papa anziano che non si vergogna della propria condizione ma vive con dignità anche le ultime ore della propria vita, che si affaccia alla finestra per un’ultima benedizione e batte la mano sul leggio con un gesto di stizza perché la tracheotomia gli impedisce di parlare. Vogliamo ricordare il Papa malato, che non ha mai nascosto i mali che lo affliggevano ed ha saputo convivere con la sofferenza ripetendo ogni giorno il proprio sì alla vita. Un ‘’sì’’ pronunciato con decisione, un ‘’sì’’ che è risuonato nel silenzio dell’agonia ed affidato a quell’Amen sussurrato col suo ultimo soffio vitale. Una parola che racchiude tutto il mistero di una Vita che dal tempo cede il passo all’Eterno.





 «Quando saremo sulla riva d’autunno esploderanno timore e amore nelle loro opposte brame: il timore bramando il ritorno a ciò che una volta fu vita
e lo è ancora
l’amore bramando inoltrarsi verso Colui in cui la vita trova tutto il suo domani.
E in noi che guardiamo verso la riva d’autunno si scatena la lotta lungo la spaccatura che ogni uomo porta in sé...»

Karol Wojtyla , 1975



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