Anno II - n°16 - 14.02.2005 Pagine Nazionali

   


L'ipogonadismo e l'età: PADAM, Partial Androgen Deficienty of Aging Male


L’ipogonadismo nell’adulto è strettamente correlato all’avanzare dell’età. Anche in assenza di condizioni patologiche, l’invecchiamento comporta una vera e propria alterazione strutturale e funzionale dei testicoli e dell’asse ipotalamo-ipofisi che possono causare un difetto parziale di produzione di ormoni maschili.
A partire dai 50 anni, infatti, così come nelle donne insorge la menopausa, anche nell’uomo si presenta un calo dell’attività delle gonadi con conseguenze sulla fertilità e sul benessere generale. Oggi si definisce PADAM, ossia Partial Androgen Deficiency of Aging Male, quella che più comunemente si chiama andropausa o climaterio maschile.
Rispetto alla menopausa, la PADAM ha però caratteristiche proprie: anzitutto comporta una parziale e non totale deficienza di produzione di ormoni, insorge lentamente e gli effetti sugli individui sono estremamente variabili. Benché questi aspetti differenziano la PADAM rispetto al climaterio femminile, i sintomi dei due deficit si assomigliano: come il calo degli estrogeni nella donna, così il calo del testosterone nell’uomo comporta un aumento della massa grassa e riduzione di quella muscolare, una riduzione della densità minerale e dello scheletro, con conseguente osteoporosi e osteopenia, una riduzione dei globuli rossi (anemia). Negli uomini con PADAM è anche possibile osservare un calo delle capacità cognitive, come la concentrazione e la memorizzazione, e del tono dell’umore, con conseguente depressione. Infine, la diminuzione del desiderio sessuale e dell’efficienza delle prestazioni sessuali possono modificare il comportamento dell’uomo in questa fase della vita.
La PADAM si caratterizza anche per un’altra modificazione dell’equilibrio ormonale maschile: oltre ai testicoli, anche la corteccia surrenale riduce la produzione di ormoni maschili ad azione anabolizzante (il DHEA in particolare) e aumenta la produzione di ormoni catabolizzanti, come il cortisolo, che influiscono negativamente sulla costruzione dei tessuti. Di conseguenza la composizione corporea si modifica, con un aumento della massa grassa, una riduzione della composizione minerale dello scheletro, fattore di rischio per l’osteoporosi. Si ha inoltre un peggioramento dell’affettività e della cognitività, un calo delle difese immunitarie, la progressione dell’aterosclerosi, con conseguente aumento del rischio di malattie cardiovascolari come infarto e ictus.







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