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Anno II - n°16 - 14.02.2005 Pagine Nazionali
Sesso: maschio italiano seduttore o compagno? clicMedicina -
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L'indagine, realizzata dal Censis su un campione di uomini diviso tra soggetti
sani e colpiti da disfunzione erettile, mostra tutta la difficolta' dei maschi
italiani di fronte ai disturbi sessuali.Un po' seduttore e un po' compagno. Il maschio italiano e' sempre piu' in bilico tra due ruoli contrapposti. E lo stereotipo del cacciatore convive con una condizione di insicurezza nei rapporti con la donna e con l'accettazione di una nuova identita' sessuale piu' complessa. Il tutto complicato da un 'bombardamento' mediatico che ripropone modelli tradizionali, in cui la prestazione sessuale identifica il vero maschio. E' la fotografia emersa dalla ricerca qualitativa del Censis ''Identita' maschile e prestazione sessuale: paure, percezioni e vissuto''. Il rapporto, commissionato dalla Pfizer, e' stato presentato ieri mattina a Roma. L'indagine, realizzata con approfondite interviste su un campione di uomini diviso tra soggetti sani e colpiti da disfunzione erettile, mostra tutta la difficolta' dei maschi italiani di fronte ai disturbi sessuali. Difficile parlarne, sia per chi ne soffre sia per i sani, con la tendenza a utilizzare linguaggi contrapposti: triviali o molto scientifici. E sono i piu' istruiti a denunciare con meno difficolta' eventuali 'defaillance'. Ambivalente anche la percezione della donna, ancora oggi considerata moglie o 'malafemmina'. Da una parte la figura materna, in grado di tranquillizzare e comprendere a scapito della seduzione, dall'altra una donna aggressiva, capace di inibire il maschio ma anche di accendere desideri ed energie. Segno di lento e progressivo cambiamento di mentalita' e' la maggiore disponibilita' degli uomini a parlare della propria sessualita', dei problemi ad essa legati e persino a chiedere aiuto. Tra i problemi affrontati, seppure ancora con grande imbarazzo, la disfunzione erettile che viene considerato un disagio possibile da affrontare. Gli uomini, soprattutto quelli sani sono piu' spaventati dalle cause psicologiche del problema che, erroneamente, ritengono piu' frequenti. Secondo i reali dati epidemiologici invece solo il 20% delle disfunzioni erettili ha radici psicologiche. Nel medico i pazienti intervistati cercano una persona capace di ascolto e in grado di offrire una soluzione concreta. Anche i nuovi farmaci contro la disfunzione erettile hanno contribuito molto a rassicurare gli uomini, sia i sani che quelli che hanno sperimentato il disturbo. Queste pagine sfruttano standard
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