Anno II - n°16 - 15.02.2005 Pagine Nazionali

   


Il nuovo trattamento in gel per l'ipogonadismo


L’ipogonadismo maschile è una condizione clinica nella quale bassi livelli ematici di testosterone si associano a calo della libido, disfunzione erettile, depressione, riduzione delle capacità cognitive, osteoporosi e alterazioni della distribuzione del grasso corporeo. Obiettivo della terapia è quello di risolvere segni e sintomi legati al deficit di testosterone, con una somministrazione che deve avere come obiettivo il mantenimento di livelli plasmatici adeguati e costanti di ormone ed un piccolo “pulse” nelle prime ore del mattino, come avviene fisiologicamente.
Attualmente la somministrazione di testosterone è affidata a frequenti iniezioni intramuscolari o mediante applicazione di cerotti. La terapia iniettiva non solo è resa difficoltosa dal dolore dell’iniezione, ma genera anche problemi di fluttuazione dei livelli di testosteronemia che peggiorano il profilo di efficacia e di tollerabilità. I livelli plasmatici di testosterone ottenuti con i cerotti sono compresi nel range fisiologico, sebbene piuttosto bassi, mentre la limitazione al loro utilizzo è data dalle frequenti e fastidiose irritazioni cutanee.
Il nuovo sistema di diffusione percutanea di testosterone si basa sull’applicazione di un gel idroalcolico. Dopo l’applicazione sulla pelle, il gel si asciuga rapidamente senza produrre irritazione cutanea e il testosterone viene assorbito nella cute che funge da serbatoio fisiologico. Questa riserva cutanea rilascia lentamente testosterone fino a determinare livelli costanti di ormone nelle 24 ore.
La valutazione dell’efficacia e della sicurezza del testosterone in gel è stata provata in studi clinici a breve (6 mesi) e lungo termine (3 anni). I risultati hanno mostrato, a 6 mesi di trattamento con testosterone in gel, un miglioramento della funzione sessuale intesa sia come aumento della libido che come soddisfazione della performance sessuale. Il risultato è significativo già nel primo mese di terapia e si mantiene costante nei 36 mesi successivi. Un andamento analogo si è riscontrato nell’umore, con aumento del senso di benessere e di energia e diminuzione degli stati melanconici e di irritabilità. Analizzando la composizione corporea, si è osservato un incremento della massa magra e un decremento importante della massa grassa; inoltre è stato osservato un graduale, progressivo e significativo incremento della densità minerale ossea a livello della colonna vertebrale e dell'anca, in tutto il periodo di trattamento. Per quanto riguarda i valori emoglobinici, la terapia androgenica si è dimostrata efficace al fine di riportare i valori nella norma visto che i soggetti affetti da ipogonadismo hanno livelli di emoglobina più bassi rispetto ai soggetti sani di pari età.
La ghiandola prostatica rappresenta un classico tessuto target degli androgeni. Ciò ha suscitato negli urologi l’interesse sul possibile impatto della terapia sostitutiva androgenica nello sviluppo di iperplasia prostatica benigna e/o di cancro alla prostata. E’ chiaro che una storia di cancro alla prostata rappresenta una controindicazione assoluta all’utilizzo di una terapia con testosterone. Va peraltro ricordato che i trial prospettici condotti non hanno dimostrato effetti negativi della terapia su queste patologie prostatiche. In particolare negli studi clinici a medio e lungo termine, i livelli dell’antigene prostatico specifico (PSA) dei pazienti trattati con il testosterone in gel sono rimasti nel range fisiologico per l’intera durata della terapia. Resta comunque valida, tra le varie raccomandazioni, quella di effettuare la semplice misurazione del PSA, i cui livelli elevati si correlano con il rischio di cancro alla prostata, a cadenza periodica, all’inizio della terapia e successivamente ogni 3-6 mesi.
La terapia dell’ipogonadismo maschile dispone oggi di una nuova formulazione in gel che si caratterizza per il mantenimento costante dei livelli di testosterone plasmatico all’interno del range fisiologico, migliorando la funzione sessuale, l’umore e i parametri di composizione corporea con un buon profilo di sicurezza e di compliance. A fronte di una terapia efficace e maneggevole diventa uno stimolo anche per noi medici inserire nell’iter diagnostico del paziente con ridotta performance sessuale, il controllo dei livelli del testosterone.
 





 Approfondimenti


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