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Anno II - n°16 - 15.02.2005 Pagine Nazionali
Cause clicMedicina -
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Le cause dell’ipogonadismo possono essere diverse. La produzione di testosterone
infatti è il risultato di un complesso sistema di stimolazioni ormonali a catena
che hanno la loro origine nell’ipotalamo e, in particolare, nell’ipofisi. Questa
ghiandola cerebrale, stimolata dall’ormone GnRH (Gonadotrophine Releasing
Hormone) rilasciato dall’ipotalamo, produce le gonadotropine, cioè l’ormone
luteinizzante LH e l’ormone follicolo stimolante FSH. Le gonadotropine circolano nel sangue e, quando raggiungono i tessuti di Leydig nei testicoli, danno il segnale per la produzione del testosterone. La disfunzione che causa l’ipogonadismo può localizzarsi a diversi livelli di questa catena: può riguardare i testicoli (ipogonadismo primitivo o ipergonadotropo), l’ipofisi-ipotalamo (ipogonadismo secondario o ipogonadotropo), ma anche i processi biochimici che intercorrono nella catena. Non si dimentichi infine che, anche in assenza di malattie, l’avanzare dell’età comporta una riduzione fisiologica della produzione di testosterone: si parla in questo caso di PADAM-Partial Androgen Deficiency Syndrome in Aging Male, o andropausa. L’ipogonadismo primitivo è dovuto a malattie che colpiscono direttamente i testicoli, riducendone la funzionalità e dunque la produzione di testosterone. Viene anche definito ipogonadismo ipergonadotropo poiché i bassi livelli di testosterone in circolo causano, a livello dell’ipofisi, una iperproduzione di gonadotropine che avrebbe lo scopo di stimolare una maggiore attività da parte delle ghiandole sessuali. Oltre ai rari casi di anorchia, o assenza di testicoli congenita, tra le malattie genetiche, la sindrome di Klinefelter è strettamente legata all’ipogonadismo primitivo. Si tratta di una variazione del patrimonio genetico del bambino, che presenta tre cromosomi invece di due: XXY invece di XY. Colpisce 1 maschio ogni 1000. Molto spesso l’aspetto del ragazzo è normale anche se la statura è piuttosto alta rispetto ai familiari. In un terzo dei casi compaiono invece i sintomi: ginecomastia, cioè accrescimento del seno, peluria scarsa, testicoli atrofici, ipogonadismo. La secrezione degli ormoni androgeni e soprattutto del testosterone è infatti spesso ridotta e i casi di sterilità sono numerosi. Esistono poi anomalie del testicolo piuttosto diffuse nel bambino che, se non trattate, possono avere come conseguenza l’ipogonadismo. Una di queste è il criptorchidismo, una condizione per cui il testicolo non raggiunge la sua sede nello scroto ma rimane nell’addome o nell’inguine. In Italia ogni hanno 3000-4000 bambini nascono con criptorchidismo. Questa anomalia si presenta in 3-5 neonati su 100, ma nel caso dei bambini prematuri, la percentuale arriva al 9-30%. Nella maggior parte dei casi durante il primo anno di vita i testicoli scendono spontaneamente. Quando questo non accade si presentano alcuni rischi per la salute dell’apparato riproduttivo. Il criptorchidismo infatti può causare una mancato sviluppo del testicolo e una ridotta funzionalità. Possono dunque insorgere ipogonadismo e sterilità. Inoltre, nell’addome o nell’inguine i testicoli rimangono sottoposti a temperature maggiori rispetto alla sede naturale e di conseguenza la possibilità di sviluppo di un tumore testicolare aumenta di 48 volte. Nei casi il criptorchidismo la diagnosi precoce risulta fondamentale per preservare la funzionalità del testicolo e ridurre la probabilita di degenerazione maligna. Nel neonato la terapia è a base di gonadotropine per stimolare la produzione di ormoni androgeni, che favoriscono così la discesa del testicoli, oltre a ridurre il rischio neoplastico. La terapia chirurgica (orchidopessi) viene utilizzata in caso di mancata risposta alla terapia medica, dopo il sesto mese di vita. Anche alcune malattie infettive, come la parotite (chiamata comunemente ‘orecchioni’), possono avere effetti negativi sul funzionamento dei testicoli e causare ipogonadismo primitivo. Sono causa di ipogonadismo anche la radioterapia e l’esposizione ad alcune sostanze tossiche, la terapia immunologica, come quella contro l’AIDS, e le lesioni o traumi al testicolo. L’ipogonadismo secondario è invece dovuto a malattie che colpiscono l’ipotalamo o l’ipofisi. In questi casi si parla anche di ipogonadismo ipogonadotropo, poiché il malfunzionamento dell’asse ipotalamo-ipofisi comporta una ridotta produzione di gonadotropine, il segnale biochimico per la produzione del testosterone. Causa della mancata produzione di gonadotropine sono spesso gli adenomi (tumori che colpiscono l’ipofisi), ma anche malattie genetiche come la sindrome di Kallmann, un’anomalia genetica che causa una disfunzione dell’ipofisi, che non produce gonadotropine, oltre al mancato sviluppo dell’apparato olfattivo (anosmia). Causa dell’ipogonadismo secondario sono anche malformazioni anatomo-congenite dell’ipotalamo o dell’ipofisi, malattie croniche come l’ipotiroidismo o l’emocromatosi, una malattia ereditaria che causa l’accumulo di ferro nell’organismo. Forme di ipogonadismo primitivo o secondario possono derivare anche da una alterazione della biosintesi del testosterone o delle gonadotropine, causate più di frequente da malattie croniche come cirrosi epatica o diabete. Uno studio recente (Testosterone deficiency found in one-third of diabetic men – Science daily - Nov. 2004) ha evidenziato come nel 30% dei casi di diabete di tipo 2 si presenti deficit di testosterone. Infine, anche l’abuso di sostanze o di farmaci può indurre ipogonadismo. Queste pagine sfruttano standard
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