Anno II - n°16 - 14.02.2005 Pagine Nazionali

   


Studio tedesco: il gioco d'azzardo e' come la droga

Il gioco d'azzardo e' come la droga. La dipendenza da tombola, poker e roulette e quella da eroina e cocaina dipenderebbero infatti da meccanismi cerebrali simili. Lo dimostra uno studio tedesco pubblicato su 'Nature Neuroscience'. Secondo la ricerca, il vizio del gioco e' associato a una minore reattivita' di un'area cerebrale chiamata nucleo striato: un'anomalia che indagini precedenti avevano gia' osservato anche nel cervello delle persone tossicodipendenti.
L'autore Christian Büchel, dell'universita' Krankenhaus Eppendorf di Amburgo, spiega che ''lo striato e' la parte del cervello da cui partono gli impulsi nervosi che attivano il cosiddetto 'circuito di ricompensa'. E il fatto che questo nucleo risponda debolmente agli stimoli potrebbe essere il motivo per cui giocatori e tossicodipendenti sono attratti, rispettivamente, dall'azzardo e dalle droghe''. In altre parole, per queste persone la vittoria e l'assunzione di sostanze stupefacenti rappresenterebbero dei 'super-stimoli', in grado di compensare la 'pigrizia' dello striato. ''La scoperta - sottolinea lo scienziato - suggerisce dunque che il gioco d'azzardo puo' essere considerato una forma di tossicodipendenza non basata sulle droghe''. I ricercatori tedeschi hanno confrontato due gruppi, uno composto da 12 giocatori d'azzardo e l'altro da 12 volontari di controllo, mentre partecipavano a un gioco di carte in cui potevano vincere del denaro. Per visualizzare l'attivazione delle aree cerebrali durante il gioco e' stata utilizzata la risonanza magnetica funzionale.
Ai componenti dei due gruppi veniva chiesto di scommettere sul colore, rosso o nero, di alcune carte coperte. Se indovinavano, vincevano un euro. I dati raccolti hanno rivelato che la parte centrale del nucleo striato dei giocatori d'azzardo veniva attivata dalle vincite con un'intensita' molto minore a quella osservata nei controlli. Inoltre, le difficolta' di attivazione dello striato erano ancora piu' evidenti nei giocatori 'incalliti', che tendevano a ricadere frequentemente nel vizio. (Red-Pac/Adnkronos Salute)






 


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