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Anno II - n°16 - 14.02.2005 Pagine Nazionali
Arriva l’antibiotico per la cistite della donna “made in Italy” Aldo Franco De Rose. Ospedale San Martino Genova -
aldofrancoderose@clicmedicina.it
La cistite, quel fastidioso disturbo causato da piccoli germi che costringe ad urinare frequentemente, spesso con bruciori e che determina anche peso e dolenzia sovrapubica, fra pochi giorni potrà essere combattuta con un nuovo antibiotico, la prulifloxacina, molecola appartenente alla famiglia dei fluorochinolonici, nata da una ricerca tutta italiana. Il successo terapeutico di questo farmaco, caratterizzato da una potente azione antibatterica, si è attestato attorno al 90% non solo nei primi episodi di infezioni ma anche in quelle recidivanti. Inoltre la prulifloxacina, avendo una emivita nel sangue abbastanza lunga, più di 11 ore, ha la caratteristica, a differenza di molti altri antibiotici, di poter essere somministrata sotto forma di compressa una volta al giorno, al dosaggio di 600 mg. Globalmente, nel 4% dei casi si sono verificati effetti collaterali, caratterizzati prevalentemente da disturbi gastrointestinali ed in particolare gastrite che però, quasi mai, hanno richiesto la sospensione del trattamento. Per il resto il farmaco si dimostrato ben tollerato e sarà dispensato dal sistema sanitario nazionale. Ma perché la prulifloxacina è chiamato ’antibiotico della donna?
E’ detto tale in quanto la flora vaginale, nel corso del trattamento con plurifloxacina, non viene alterata, come per esempio si verifica per l’amoxicillina e l’acido clavulanico. Questo è un punto molto importante in quanto modificazioni della flora vaginale portano ad una alterazione del pH vaginale e quindi favoriscono nuovamente le infezioni, venendo meno quel ruolo protettivo naturale.
La cistite rappresenta l’infezione urinaria più frequente e colpisce spesso la donna. Tra i germi troviamo l'Escherichia coli (80%); seguono lo Stafilococcus epidermidis ,9%, lo Streptococcus fecalis 1-3%. Gli altri germi come Proteus, Klebsiella, Serratia, e Pseudomonas si riscontrano nelle infezioni complicate.
Questa volta a sviluppare il marchio “made in Italy” è stata l’Angelini, che prima ha sperimentato il farmaco, oltre che in Italia anche in Gran Bretagna, Francia, Germania, Svizzera, Giappone. La sperimentazione ha interessato più di quattromila persone affette non solo da cistiti e infezioni in genere delle vie urinarie, con esclusioni per ora delle prostatiti, ma anche da infezioni polmonare e in particolare bronchiti croniche riacutizzate, soprattutto nei soggetti con broncopneumopatie croniche ostruttive (BPCO).Queste pagine sfruttano standard
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