Anno II - n°15 - 10.12.2004 Pagine Nazionali

   


Invecchiamento maschile e terapia sostitutiva


Antonio Aversa Cattedra di Medicina Interna, Università di Roma "La Sapienza" - www.antonioaversa.net

Il testosterone è il principale androgeno coinvolto nella regolazione della funzione sessuale maschile e agisce a tre differenti livelli: il primo è a livello centrale, in particolare a livello dell'area preottica mediale ipotalamica (MPOA), dell'ipotalamo posteriore e del diencefalo; il secondo è a livello del midollo spinale, ed in particolare sui riflessi spinali che controllano l'erezione e l'eiaculazione; il terzo è costituito dal corpo cavernoso penieno, dove esso svolge numerose azioni facilitatorie. Per definire le varie manifestazioni che insorgono nel soggetto anziano a seguito del progressivo del deficit androgenico la comunità scientifica ha coniato alcuni termini, nessuno dei quali sembra però mettere d’accordo gli addetti ai lavori. Il termine "andropausa" appare scorretto poiché nell'uomo non esiste una brusca e ben definita cessazione dei fenomeni riproduttivi analoga a quanto avviene nel sesso femminile, mentre il termine “climaterio maschile” appare più corretto in quanto esprime più compiutamente il concetto di graduale modifica che accompagna l'invecchiamento maschile. Nonostante ciò, l’acronimo “PADAM” (Partial Androgen Deficiency Syndrome in Aging Men), di recente introduzione, anche se ha il difetto di generalizzare una carenza androgenica che non è costantemente presente in tutta la popolazione anziana di sesso maschile, sembra attualmente quello che ha riscosso un maggior successo. La PADAM definisce una sindrome correlata all’età avanzata e caratterizzata da un deficit del livello sierico di androgeni - testosterone totale al di sotto dei 325 ng/dl (11.2 nmol/l.) o testosterone libero al di sotto 70 ng/dl (255 pmol/l) - che si associa a sintomi ben riconoscibili, quali riduzione della libido, disfunzione erettile, oligospermia, riduzione della massa muscolare, riduzione della densità minerale ossea, adiposità viscerale ed alterazione del BMI, rarefazione dei peli pubici, anemia, astenia e faticabilità, nonché a disturbi del comportamento con comparsa di disforia, ansia, irritabilità, depressione ed iniziali disturbi cognitivi.
In presenza di una sintomatologia evidente e di bassi valori di androgeni, l'andrologo può proporre una terapia ormonale sostitutiva: ridurre le conseguenze soggettive della carenza androgenica e ritardare, se possibile, l'invecchiamento migliorando la qualità di vita del paziente.
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
Fabbri A, Greco E, Frajese GV, Caprio M, Isidori AM, Aversa A.: La terapia sostitutiva con testosterone: necessità e modalità. Gior Ital Androl 2001; 8(4): 188-94.

Aversa A, Isidori AM, Greco EA, Giannetta E, Gianfrilli D, Spera E, Fabbri A.: Hormonal supplementation and erectile dysfunction. Eur Urol. 2004; 45 (5): 535-8.




 






 


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