Dermatiti e altri problemi della pelle affliggono fino all'80% delle donne in gravidanza. Non solo. Le future mamme devono stare molto attente ai nei, controllando i vecchi o la comparsa di nuovi e rivolgendosi al dermatologo: i melanomi diagnosticati in 'dolce attesa' sono infatti i
più aggressivi. E' la raccomandazione dei dermatologi riuniti a Firenze per il XII congresso della
Società europea di dermatologia, a cui partecipano circa 11 mila specialisti.
''Finora i cambiamenti di colore di nei e pelle sono stati trascurati durante la gestazione - afferma Jean Bolognia, direttore della Pigment Lesion Clinic dell'Universita' di Yale - perche' considerati nella norma. Tanto che le biopsie eseguite sulle donne incinte sono rare. Invece, e' stato appena dimostrato che i melanomi diagnosticati in gravidanza sono molto
più profondi, e dunque più pericolosi, di quelli rilevati nelle donne non incinte''. Secondo Torello Lotti, presidente del congresso e dermatologo dell'università' di Firenze, ''questo rapido sviluppo tumorale e' influenzato da alcune modificazioni ormonali durante la gravidanza''. Durante i nove mesi di attesa si moltiplicano anche le dermatiti e le piccole imperfezioni estetiche. Non vanno trascurate, avverte l'esperto,
perché sono una 'spia' della salute del feto: possono indicare problemi placentari e gestosi gravidiche. In gravidanza, la pelle e' lo specchio della salute della mamma e del nascituro. Per non rischiare durante i nove mesi con il pancione, ecco le regole dei dermatologi riuniti a Firenze: Eseguire la mappatura dei nei all'inizio della gravidanza e ripeterla al primo e al settimo mese di gestazione. Osservare il proprio corpo e segnalare tempestivamente al medico qualsiasi cambiamento di colore ed estensione dei nei gia'
noti, la comparsa di nuovi di macchie. Se compaiono prurito persistente o
dermatiti, non perdere tempo e rivolgersi subito al dermatologo. (