Anno II - n°15 - 10.12.2004 Pagine Nazionali

   


Prevenzione della Fertilità Maschile


Aldo Franco De Rose - Repubblica

La prevenzione per la fertilità maschile dovrebbe iniziare molto precocemente, ancor prima della pubertà. Ma gli andrologi sono preoccupati in quanto temono di non riuscire a svolgere una attenta vigilanza, specialmente quando, fra qualche anno, sarà abolita la visita di leva. “Proprio per questo motivo, dichiara il prof Vincenzo Gentile, Andrologo romano e segretario della SIA, sarebbe auspicabile che la visita andrologica diventasse obbligatoria come quella ginecologica per la donna. Solo così si eviterebbe che il maschio, dopo l’età pediatrica e cioè dopo i 7-10 anni, venga “dimenticato dal medico” sino ai 30-40 anni, quando il danno è ormai irreparabile”. Ma la Società Italiana di Andrologia, per ovviare a questo inconveniente ha messo a punto un progetto di prevenzione nelle scuole. Lo screening andrologico ha come obiettivi la individuazione precoce degli stili di vita e delle anomalie a livello dell’apparato genitale maschile esterno. I dati emersi da precedenti studi italiani ed internazionali mostrano che circa il 28% dei ragazzi visitati è affetto almeno una anomalia a livello dei genitali esterni. Quelle di più frequente riscontro sono il varicocele (dilatazione delle vene del testicolo), la fimosi (restringimento del prepuzio),il criptorchidismo (in genere diagnosticato in età più precoce ), l’idrocele, l’ipospadia, le alterazioni puberali e gli incurvamenti del pene congeniti. Nell’epoca puberale attenzione anche al tumore del testicolo. Si raccomanda quindi l’autopalpazione in quanto è stato osservato che questo tumore ha la massima incidenza proprio tra i 16 e 25 anni. Quando il tumore è scoperto e trattato precocemente, assicura una guarigione quasi del 100% dei casi. Il varicocele rappresenta invece la causa più frequente di infertilità maschile: la sua incidenza varia dal 15-20 % della popolazione maschile generale, superando il 30% nelle coppie infertili. In Italia, dei 250.000 nuovi matrimoni annui, circa 50.000 scoprono di avere difficoltà al concepimento dopo quasi due anni. La causa dell’infertilità è legata nel 35% circa dei casi al fattore femminile, nel 35% a quello maschile mentre nel 20% si rilevano problemi in entrambi i partner. Solo nel 10% dei casi l'infertilità rimane sconosciuta e molti la riconducono all’inquinamento ambientale ealle sofisticazione alimentari. L’uso massiccio ed incontrollato degli estrogeni in zootecnia, li trasferisce nell’organismo umano con le carni di allevamento. Questi assieme ai pesticidi in agricoltura incidono negativamente sui processi della spermatogenesi






 


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