Anno II - n°15 - 10.12.2004 Pagine Nazionali

   


Rischi per la mammella negli stili di vita moderni

Federico Mereta - Il Secolo XIX medicina e Salute, 7/12/2004
Mammella e pericoli. L'uomo d'oggi è diverso geneticamente solo per lo 0,003 per cento dall'uomo del tardo paleolitico che 10.000 anni fa raccoglieva radici e bacche nel suo habitat preistorico. Ma se la genetica rimane un elemento fondamentale nella formazione del tumore, le condizioni ambientali possono fare la differenza.
Basti pensare che il tasso di tumore alla mammella nelle donne cinesi che vivono a Boston è identico a quello delle donne americane, ma nella loro madrepatria, la Cina, è più basso di quasi l'80 per cento.
«La nostra natura genetica è correlata alla salute o alla malattia da una semplice espressione: corredo genetico più stile di vita, uguale stato di salute», è il parere di Boyd Eaton della Emory University di Atlanta, presente alle Giornate Internazionali sul cancro al seno di Progetto Amazzone tenutosi recentemente a Palermo.
Un modello epidemiologico suggerisce che il rischio cumulativo di cancro al seno fino all'età di 60,3 anni per le donne di popolazioni agricole, non contagiate ancora dalla "civilizzazione", è di cento volte inferiore a quello delle donne occidentali. Una differenza così marcata da indurre gli esperti a studiare in modo approfondito la diversità degli stili di vita:
per esempio, e molto probabile che il "segreto" stia nella riproduzione, che nelle donne delle regioni più arretrate avviene in età sensibilmente più giovane, ed è questo il modello per il quale la donna è geneticamente costituita.
Invece nei paesi più sviluppati economicamente, sempre più frenquentemente le donne posticipano il momento di mettere al mondo dei figli, un fenomeno che è divenuto quasi la regola nel mondo industrializzato: il prolungamento dello stato di non gravidanza viene oggi messo in relazione ad un'elevata predisposizione del seno alla carcinogenesi. «La durata dell'intervallo menarca-primo parto - dice Eaton - è inversamente correlata all'incidenza del cancro al seno».
Altro fattore negativo è un fenomeno relativamente nuovo: il menarca precoce forse causato anche da un'alimentazione eccessiva. «L'apporto calorico è oggi eccessivo rispetto al fabbisogno. Un'alta proporzione di calorie apportata da grassi nel corso dell'infanzia è associata ad una maturazione sessuale accelerata e al menarca precoce», avverte Eaton. Oggi si sa che esiste una chiara associazione epidemiologica tra il livello di grasso presente nella dieta e tumore alla mammella.
Queste osservazioni suggeriscono l'esistenza di una relazione tra il cancro al seno e l'alimentazione durante lo sviluppo fetale, la prima e la seconda infanzia. Come dire, la prevenzione della malattia deve cominciare fin dall'età fetale e nell'infanzia.






 


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