Anno II - n°15 - 10.12.2004 Pagine Nazionali

   


Migliorano le Infezioni Ospedaliere in Italia


Linda Marianantoni

Ogni anno negli ospedali Italiani si verificano da 3 a 400 mila infezioni, ma la situazione è ancor più allarmante in Gran Bretagna dove le stesse infezioni colpiscono almeno un paziente su 10 ricoverati, con un numero che oltrepassa i 100 mila l'anno. Un dato allarmante questo che costituisce il tasso di infezione peggiore al mondo.” In Italia, ha spiegato Giuseppe Nicoletti direttore di Microbiologia all'Universita' di Catania, le infezioni sarebbero molte di meno rispetto a quelle registrate in Gran Bretagna: da 300.000 a 400.000 l'anno. Le infezioni più comuni sono causate da tre specie batteriche principali: pseudomanas aeuriginosa, staphylococco aureus ed escherichia coli. Le malattie, conclude lo scienziato siciliano, da queste causate, polmoniti, setticemie, infezioni da catetere, costituiscono piu' della meta' (2.385) di tutte le infezioni (4 mila)”. “Grazie ai dati raccolti per la prima volta a livello nazionale, ha detto Antonio Cassone, direttore del dipartimento di malattie infettive, parassitarie e immunomediate dell'Iss, e' emerso che le infezioni batteriche imperversano soprattutto al Sud e nelle isole da cui proviene il 48% delle infezioni ospedaliere; poi c'e' il Nord che contribuisce con il 30% dei casi e infine il Centro con il 22% di ricoverati infettati”. E per gli infettivologi, come amano ripetere da anni, tutto questo sarebbe da ricercare in un uso eccessivo ed indiscriminato degli antibiotici. I batteri infatti diventano resistenti e si trasformano in modo da diventare, per cosi' dire, impermeabili all'attacco farmaceutico. In corsia, dove i malati si trovano gia' in una situazione di debolezza (soprattutto nelle terapie intensive) l'infezione diventa cosi' ancora piu' pericolosa e i medici rischiano, per loro stessa ammissione, di trovarsi in seria difficoltà nel trattare questo tipo di infezioni. Per migliorare queste situazioni la raccomandazione è duplice: ai medici, infermieri e organizzazioni ospedaliere gli esperti chiedono maggiore igiene; ai pazienti, invece, viene raccomandato di non usare antibiotici se non in caso strettamente necessario.






 


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