Esistono dei casi in cui il maschio, pur ottenendo una normale erezione, non riesce ad effettuare la penetrazione vaginale a causa di un eccessivo incurvamento del pene.
Il problema è stato discusso nel corso del settimo Congresso della Società Italiana di Chirurgia dei Genitali Maschili (S.I.C.GE.M.), svoltosi recentemente a Roma.
“Oggi, dice il prof Giovanni Alei, organizzatore del congresso e Docente Urologo dell’Università La Sapienza, questa patologia è facilmente risolvibile mediante un intervento chirurgico che consente di riportare perfettamente in asse il pene , qualunque sia il grado di curvatura”.
L’incurvamento del pene può essere congenito o acquisito.
Nei primi anni di vita l’incurvamento può associarsi ad altre anomalie, quali l’ipospadia, oppure manifestarsi nell’età adolescenziale quando il giovane si confronta con i propri coetanei o verifica personalmente le difficoltà del rapporto sessuale. In questi casi si sovrappongono spesso anche problemi psichici che alterano la tranquillità del giovane, per cui il consiglio è quello di parlarne subito con i propri genitori e quindi con l’andrologo . La curvatura è generalmente dovuta ad un corpo cavernoso più sviluppato dell’altro ed è rivolta frequentemente in basso (ventrale) oppure a destra o sinistra (laterale).Un soggetto su cento presenta questo tipo di problema ma non è stato calcolato con certezza quanti di questi debbano ricorrere all’intervento. Si è concordi invece nell’intervenire quando la curvatura superi i 30°, mediante l’ intervento di corporoplastica correttiva: esso consiste nel correggere la porzione opposta alla curvatura (lato convesso) mediante dei punti di trazione, asportando una o più piccole losanghe o effettuando semplicemente una plicatura.
Gli incurvamenti acquisiti, contrariamente a quanto si riteneva in passato, possono interessare anche i 30- e 40 enni e sono determinati da una fibrosa della tunica albuginea. Si tratta dell’Induratio Penis Plastica (I.P.P.) o Malattia di la Peyronie; in circa la metà dei casi, proprio per l’eccessiva curvatura del pene, si determina un ostacolo alla penetrazione vaginale, nel 15% viene lamentato addirittura deficit erettile, mentre in un altro 5-7% si osserva retrazione palmare delle dita della mano (malattia di Doupuytren). L’ incurvamento del pene può essere laterale destro-sinistro o più frequentemente rivolto verso l’addome (dorsale). L’IPP, come conseguenza anche della ridotta elasticità della tunica albuginea che racchiude entrambi i corpi cavernosi, determina quasi sempre una riduzione in lunghezza delle dimensioni del pene. Per ottenere la correzione della curvatura si ricorrere alla corporoplastica semplice, quando si tratta di un pene ben rappresentato, oppure ad un intervento più complesso, che prevede l’ escissione o incisione della placca fibrotica con successivo posizionamento di un patch nella parte mancante di tunica albiginea. I materiali più utilizzati sono la vena safena, il derma oppure i patch eterologhi (dura madre o derma di suino). Quando all’incurvamento si associa anche deficit erettile è consigliabile l’impianto di protesi. Si tratta di interventi codificati in grado di assicurare dei risultati soddisfacenti a patto che ad eseguirli siano dei medici con una buona esperienza di chirurgia peniena.