Tre milioni di
donne in Italia, circa una su cinque, soffrono di incontinenza urinaria. Un
disturbo prevalentemente femminile che colpisce dal 23 al 50% delle neomamme
divenendo permanente in circa il 10% dei casi.
Benché interessi circa 500.000 uomini, l'incontinenza urinaria e' per lo più
un disturbo 'in rosa' perche' '' legato prevalentemente - spiega la dottoressa
Antonella Birola , fisiatra, responsabile dell'unita' di riabilitazione
neurologica e delle disfunzioni autonome dell'ospedale San Giovanni Bosco di
Torino - ai traumi sui tessuti e i muscoli del perineo causati dal parto. Nella
maggior parte dei casi - precisa l'esperta - il disturbo si risolve
spontaneamente nella fase post-parto'', ma può ripresentarsi anni più tardi a
causa delle ''trasformazioni fisiologiche della menopausa''.
La forma più diffusa di incontinenza urinaria, disturbo di cui si è parlato a
Torino al congresso della Società Italiana di Urodinamica (Siud) e della
Società di Medicina Fisica e Riabilitazione (Simfer), e' quella da sforzo dove
un colpo di tosse, una risata o il sollevare una borsa possono provocare fughe
di urina. Nonostante la diffusione del problema e le pesanti conseguenze sulla
qualita' della vita, solo una minoranza chiede aiuto al medico. Imbarazzo e
vergogna impediscono di affrontare e risolvere la malattia. ''Ma questo disturbo
- ricorda Gianfranco Lamberti , responsabile della stuttura complessa di
medicina riabilitativa della Asl 15 di Cuneo - puo' essere trattato
efficacemente con la rieducazione perineale, indicata delle ultime linee-guida
dell' l'International Continence Society come primo approccio terapeutico per l'
incontinenza urinaria. Secondo vari studi effettuati, raggiunge la guarigione o
un notevole miglioramento nel 70 % dei casi''.
''Le tecniche riabilitative - aggiunge Biroli - sono rappresentate
principalmente dalla Chinesiterapia perineale che si avvale di esercizi di
rinforzo muscolare del pavimento pelvico (il gruppo di muscoli che chiude
inferiormente il bacino e forma la parete inferiore della cavita' addominale) in
rapporto alla postura, alla respirazione e alla dinamica corporea''.
''La 'ginnastica perineale' - sottolinea Lamberti - si basa su semplici manovre
come contrarre e rilasciare i muscoli perineali che migliorano il sostegno
uretrale e il meccanismo di chiusura, riducendo cosi' la perdita di urina. I
vantaggi della riabilitazione sono la non invasivita', la semplicita', il basso
costo e l'assenza di effetti collaterali''. La ginnastica 'ad hoc' rappresenta
dunque, soprattutto nelle donne, la prima arma per combattere l'incontinenza
urinaria, specie quella da sforzo. ''Rieducativa quando il problema e' gia'
presente, ma anche preventiva'' precisa Birola. Semplici esercizi che - conclude
l'esperta - ''andrebbero tramandati da madre e insegnati a figlie e alunne fin
sui banchi di scuola''. (Red-Ile/Adnkronos Salute)