Anno II - n°15 - 04.02.2005 Pagine Nazionali

   


In italia circa 1 donna su 5 soffre di incontinenza urinaria


Tre milioni di donne in Italia, circa una su cinque, soffrono di incontinenza urinaria. Un disturbo prevalentemente femminile che colpisce dal 23 al 50% delle neomamme divenendo permanente in circa il 10% dei casi.
Benché interessi circa 500.000 uomini, l'incontinenza urinaria e' per lo più un disturbo 'in rosa' perche' '' legato prevalentemente - spiega la dottoressa Antonella Birola , fisiatra, responsabile dell'unita' di riabilitazione neurologica e delle disfunzioni autonome dell'ospedale San Giovanni Bosco di Torino - ai traumi sui tessuti e i muscoli del perineo causati dal parto. Nella maggior parte dei casi - precisa l'esperta - il disturbo si risolve spontaneamente nella fase post-parto'', ma può ripresentarsi anni più tardi a causa delle ''trasformazioni fisiologiche della menopausa''.
La forma più diffusa di incontinenza urinaria, disturbo di cui si è parlato a Torino al congresso della Società Italiana di Urodinamica (Siud) e della Società di Medicina Fisica e Riabilitazione (Simfer), e' quella da sforzo dove un colpo di tosse, una risata o il sollevare una borsa possono provocare fughe di urina. Nonostante la diffusione del problema e le pesanti conseguenze sulla qualita' della vita, solo una minoranza chiede aiuto al medico. Imbarazzo e vergogna impediscono di affrontare e risolvere la malattia. ''Ma questo disturbo - ricorda Gianfranco Lamberti , responsabile della stuttura complessa di medicina riabilitativa della Asl 15 di Cuneo - puo' essere trattato efficacemente con la rieducazione perineale, indicata delle ultime linee-guida dell' l'International Continence Society come primo approccio terapeutico per l' incontinenza urinaria. Secondo vari studi effettuati, raggiunge la guarigione o un notevole miglioramento nel 70 % dei casi''.
''Le tecniche riabilitative - aggiunge Biroli - sono rappresentate principalmente dalla Chinesiterapia perineale che si avvale di esercizi di rinforzo muscolare del pavimento pelvico (il gruppo di muscoli che chiude inferiormente il bacino e forma la parete inferiore della cavita' addominale) in rapporto alla postura, alla respirazione e alla dinamica corporea''.
''La 'ginnastica perineale' - sottolinea Lamberti - si basa su semplici manovre come contrarre e rilasciare i muscoli perineali che migliorano il sostegno uretrale e il meccanismo di chiusura, riducendo cosi' la perdita di urina. I vantaggi della riabilitazione sono la non invasivita', la semplicita', il basso costo e l'assenza di effetti collaterali''. La ginnastica 'ad hoc' rappresenta dunque, soprattutto nelle donne, la prima arma per combattere l'incontinenza urinaria, specie quella da sforzo. ''Rieducativa quando il problema e' gia' presente, ma anche preventiva'' precisa Birola. Semplici esercizi che - conclude l'esperta - ''andrebbero tramandati da madre e insegnati a figlie e alunne fin sui banchi di scuola''. (Red-Ile/Adnkronos Salute)






 


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