Guardian, che ha fatto la sua prima comparsa al recente congresso della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria tenutosi pochi giorni fa a Firenze, inizia oggi il suo percorso applicativo attraverso la sperimentazione sul campo, che sarà realizzata in tre strutture sanitarie che ospitano anziani non autosufficienti.
Questa sperimentazione vede coinvolte figure rilevanti in ambito scientifico ed industriale: il Professor Marco Trabucchi -Presidente della Società Italiana di Geriatria e Gerontologia- che con il dottor Renzo Rozzini -Primario di Geriatria a Brescia- coordinerà lo studio preliminare di validazione dell’efficacia del sistema, la società WSN, specializzata nella ricerca tecnologica e nelle biotecnologie che commercializza soluzioni wireless
per il monitoraggio a distanza in ambito sanitario.
La sperimentazione, gestita attraverso una piattaforma tecnologica ideata in Italia, ha l’obiettivo di contribuire in modo decisivo alla soluzione del problema del controllo sanitario per anziani non autosufficienti ricoverati in strutture sanitarie o curati nelle loro abitazioni.
Secondo le stime della Società Italiana di Geriatria e Gerontologia gli anziani non autosufficienti, inabili o bisognosi di controllo medico continuo, sono in Italia oltre mezzo milione.
Il controllo tradizionale dei parametri vitali di un anziano non autosufficiente, seppur efficace, rappresenta un ingente sforzo organizzativo per le strutture sanitarie e produce costi coerenti con l’impegno.
Da tempo, a questo proposito, si considerano soluzioni alternative che in molti casi si sono arenate al cospetto di problemi tecnici pressoché irrisolvibili. Ora, grazie all’utilizzo di una tecnologia innovativa a bassa potenza, messa a punto da tecnici e ingegneri che progettano e producono sensori e reti wireless, è possibile monitorare a distanza un anziano non autosufficiente, sia in ambito ospedaliero sia presso la sua abitazione.
La trasmissione dei dati a bassa potenza è una modalità tecnica importante, in
quanto quest’ultima non interferisce con le apparecchiature elettroniche
presenti in ambienti ospedalieri.
Il sistema di controllo elettronico dello stato di salute di un anziano non
autosufficiente è abbastanza semplice: al braccio della persona è allacciato un
ricetrasmettitore della dimensione di un orologio da polso, collegato a dei
sensori. Questi ultimi sono le “sentinelle” elettroniche che controllano i
parametri vitali dell’anziano, dall’elettrocardiogramma a due derivazioni
all’ossigenazione del sangue, dalla frequenza del respiro alla temperatura
corporea. La visualizzazione a distanza dello stato di queste funzioni è
accessibile via web, in qualsiasi momento oppure secondo un programma di
controllo preordinato ogni sei, dodici o ventiquattro ore.
Questo sistema, considerata la sua estrema flessibilità e semplicità è
trasferibile rapidamente da un paziente all’altro senza particolari problemi
d’allestimento tecnico. Ciò influisce positivamente sui costi di gestione del
network di sensori wireless, che riduce in modo drastico la spesa sanitaria
dedicata all’assistenza e al controllo per gli anziani non autosufficienti.
A questo proposito il professor Trabucchi ha ribadito che “con questo sistema a
migliaia di anziani malati cronici e non autosufficienti è assicurato in ogni
momento della giornata un controllo dei parametri vitali. Si tratta di una
grande conquista dal punto di vista clinico, sia da quello organizzativo, perché
comporta un risparmio di risorse umane e di denaro. Un paziente in ospedale
costa mediamente dai 350 ai 500 euro il giorno. Questo sistema rappresenta
soprattutto un passo avanti verso la continuità dell’assistenza dell’anziano. In
ospedale arrivano anziani con problemi prevalenti a carico della funzione
respiratoria e cardiaca, e le cure intensive che vengono loro somministrate
difficilmente possono essere soddisfatte in un reparto medico tradizionale”.